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Serie A, Milan-Juventus 1-2: bianconeri a +9 sul Napoli

ROMA – Serie A, 32esima giornata del campionato italiano di calcio. Frosinone-Inter (0-1), Sassuolo-Genoa (0-1), Chievo-Carpi (1-0) e Milan-Juventus (1-2) negli anticipi del sabato.

Juventus spietata. La squadra di Massimiliano Allegri si è imposta per 2-1, in rimonta, contro il Milan e si è portata a +9 sul Napoli secondo in classifica mettendo una seria ipoteca sul quinto scudetto consecutivo. 

Nelle partite del pomeriggio, l’Inter ha sofferto a Frosinone ma ha vinto con un gol di Icardi e si è portato al quarto posto in classifica; il Genoa ha espugnato il campo del Sassuolo ed il Chievo Verona ha battuto di misura il Carpi.

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Milan-Juventus 1-2, gol: Alex 18′, Mario Mandzukic 27′, Paul Pogba 65′.

La Juventus è ormai a un passo dallo scudetto, il Milan con orgoglio le tiene testa ma è costretto a soccombere. I bianconeri vincono a San Siro in rimonta grazie a un gol di Pogba in una partita tesa e tutto sommato equilibrata almeno per 60 minuti.

I rossoneri passano in vantaggio con Alex, colpiscono due legni, ci mettono cuore ma alla lunga cedono il passo a una squadra destinata a vincere. Una Juve non irresistibile trova il pari con Mandzukic, vince per 2-1 e stacca il Napoli di nove punti.

Balotelli parte male e poi gioca bene ma un grande Buffon gli nega la gioia del gol. Per lui qualche fischio del tutto immeritato. Il Milan non fa ‘schifo’ ma il divorzio a fine stagione tra Mihajlovic e il club sembra ineluttabile.

Il tecnico stasera è orgoglioso della sua squadra che ha lottato senza paura. I rossoneri resistono per un tempo e mezzo, poi subiscono il contraccolpo del vantaggio della Juventus. Un peccato perché San Siro è gremito anche per ricordare la scomparsa di Cesare Maldini.

Berlusconi non c’è, presente Barbara in tribuna con Galliani e tutto lo stato maggiore della Juventus. Poco prima del fischio d’inizio un enorme striscione saluta Cesare, mentre sul maxi schermo scorrono le immagini della sua carriera. Al termine lo stadio si scioglie in un lunghissimo applauso, in tanti hanno gli occhi lucidi, fortissima la commozione.

Il Milan non vuole sfigurare. Balotelli ispirato e concreto al 14′ impegna Buffon: tiro potente su punizione, il portiere compie il miracolo e respinge sulla linea, sulla ribattuta si avventa Abate che colpisce il palo.

E’ il preludio al gol che arriva quattro minuti più tardi: Balotelli da calcio d’angolo disegna una traiettoria perfetta e trovare Alex lasciato solo in area da Rugani. Il difensore rossonero colpisce di testa indisturbato e sblocca la partita.

Ma la Juventus, ferita, rialza subito la testa e, dopo un inizio sottotono, sale in cattedra. Ci prova prima Marchisio a riacciuffare il pari con un gran tiro dalla distanza ma Donnarumma con un colpo di reni devia sopra la traversa.

E’ la risposta del portiere rossonero a quello bianconero. Una sfida nella sfida tra presente e futuro. Da una parte un uomo che ha scritto la storia del calcio italiano, dall’altra un giovane che ne scriverà nuove pagine.

Ed è proprio Buffon a propiziare il pari: l’estremo difensore bianconero da metà campo l’ancia Morata, lo spagnolo, sfruttando un errore di Romagnoli, serve Mandzukic che segna con un diagonale destro. Il Milan nella ripresa, come nel primo tempo, scende in campo agguerrito.

Al 6′ ha l’occasione per il vantaggio: tiro di Bacca, respinto da un immenso Buffon, tap-in di Balotelli che si infrange sulla traversa ma la palla resta lì. L’attaccante ribadisce in rete ma lo fa di mano e viene ammonito. Dopo due minuti ci riprova ancora Balotelli con un gran tiro a giro che finisce di poco alto.

I rossoneri pressano e vogliono la vittoria ma al 15′ ecco il primo brivido: Pogba su punizione colpisce il palo. Dopo quattro minuti però può esultare: al 19′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con una leggera spinta si libera della marcatura di Abate e segna di rimbalzo.

Il Milan protesta ma è gioia Juve e festa grande del numero 10 che abbraccia la maglia. Al 22′ esce un deludente Morata, infortunato. Momento di confusione proprio sui cambi, complice un misunderstanding tra Montolivo e la panchina rossonera. Il capitano chiede un cambio, Mihajlovic pensa che voglia uscire e sta per inserire Locatelli.

Montolivo spiega a gesti che deve essere sostituito Balotelli non al meglio. Tutto si chiarisce e qualche minuto dopo Boateng rileva l’attaccante piuttosto acciaccato. La partita non regala più emozioni. Il Milan si spegne, la Juve controlla. Ultimo brivido nel recupero: Boateng calcia dalla distanza senza fortuna.

Il Milan gioca da squadra, con intensità e agonismo: Mihajlovic è amareggiato, forse il pari sarebbe stato il risultato più giusto. Restano i segnali positivi in vista della finale di Coppa Italia.

“Dovevamo fare la nostra partita – dice al termine della partita – e i ragazzi sono stati bravi. Mi fa arrabbiare il risultato ma non la prestazione, ci dà fiducia per la finale di Roma”.

Galliani lascia gli spalti pochi minuti prima della fine, parla con Mihajlovic e c’è anche Allegri. “Anche Massimiliano – rivela il tecnico rossonero – ha detto che il pari sarebbe stato più giusto”.

Frosinone-Inter 0-1, gol: Mauro Icardi 74′ (pagelle e highlights).

Si infrangono sui legni di Handanovic – tre pali e una traversa, tutti nei secondi 45′ minuti – i sogni del Frosinone di battere l’Inter.

Sono invece i nerazzurri a portarsi via i tre punti dal “Matusa” grazie ad un’autentica magia di Icardi che al 29′ della ripresa, su cross di Perisic, ha colpito di testa e battuto imparabilmente Leali per il suo 50/o gol in nerazzurro.

La partita ha evidenziato, per larghi tratti, le qualità dei singoli di Mancini, che riprendono anche se a fatica la rincorsa al terzo posto, mentre il grande cuore degli uomini di Roberto Stellone ha permesso al Frosinone di reggere il confronto ma non di sviare la cattiva sorte e di evitare lo 0-1 finale.

Oltre al danno, per i ciociari si è anche materializzata la beffa: il giallo ad Ajeti ed il rosso a Blanc escluderanno la coppia centrale di difesa dalla prossima gara esterna contro il Verona.

I nerazzurri hanno riscattato la sconfitta interna contro il Torino con Mancini che ha potuto contare sulla buona prestazione di Felipe Melo, bravo a frenare le incursioni centrali della squadra di casa.

Per contro, Handanovic non è parso in una delle sue migliori giornate sbagliando più di qualche uscita. Le emozioni si sono concretizzate tutte nel secondo tempo, dopo una prima parte di gara con il dominio dell’Inter ma il Frosinone quasi mai ha visto la sua porta seriamente minacciata, anzi Frara al 27′ ha sfiorato il palo destro di Handanovic con una botta secca di destro dal limite dell’area.

Al 39′ un cross di Brozovic non ha trovato pronto Jovetic nella deviazione vincente. Nel secondo tempo in sedici minuti il Frosinone ha preso tre legni. Al 10′ traversone di Pavlovic e Blanc di testa colpisce il palo alla sinistra nel numero uno di Mancini, al 18′ Paganini su cross di Kragl, sempre di testa, prende il palo interno alla destra di Handanovic.

Al 26′ Pavlovic su punizione da 25 metri centra la traversa. Mentre il Frosinone impreca per gli episodi sfortunati, l’Inter con Icardi sblocca lo 0-0. Già da alcuni minuti le due squadre si erano allungate e certamente il Frosinone, visti i pali, si era fatto ingolosire. La squadra di Mancini ha trovato l’episodio vincente grazie alla giocata di due grandi giocatori.

Le ultime speranze dei ciociari, rimasti in dieci al 35′ per la seconda ammonizione di Blanc – Tagliavento non ha convinto sul piano della gestione dei cartellini, troppi per una partita decisamente corretta -, si sono infrante sul quarto palo della giornata al 41′ con una botta a filo d’erba di Daniel Ciofani che Handanovic ha deviato sul palo. Finale con l’Inter che ha cercato il bis ma non ha mai centrato lo specchio della porta di Leali.

Chievo-Carpi 1-0, gol: Pellissier 84′.

Sergio Pellissier regala la terza vittoria consecutiva al Chievo di Maran, che si porta all’ottava posizione in classifica. Il Carpi resta sempre in zona retrocessione, e in un turno di campionato che pareva non impossibile spreca l’occasione l’occasione di staccare il Frosinone, sconfitto dall’Inter.

Un successo quello dei gialloblù maturato nel finale di gara, dopo una partita brutta nel primo tempo, molto vivace nella seconda frazione di gioco. I primi 45′ non offrono nulla, con il Carpi chiuso in difesa e il Chievo che prova a fare la partita senza riuscire a bucare la difesa avversaria.

Nel secondo tempo entra Pellissier al posto di Birsa e l’attaccante dei clivensi con un gran gol in girata sblocca la gara, regalando il tris ai suoi. Tutto il canovaccio del match, come detto, si è dipanato nella ripresa. Maran capisce di dover dare una scossa, e inserisce Inglese. Il Chievo alza il ritmo e le occasioni arrivano.

Prima una buona combinazione dei gialloblu porta alla conclusione Meggiorini, il suo tiro è però sbilenco e termina fuori. Poi una grande occasione dei padroni di casa con la una conclusione di Castro, respinta da Belec, che si supera anche sul tap-in tentato da Birsa. Maran getta nella mischia anche Pellissier ed e’ la carta vincente.

Il suo e’ un gol da vero attaccante. Sugli sviluppi di un corner, in girata nel pieno dell’area piccola il capitano trova lo spiraglio giusto.

Il Carpi e’ ancora vivo, Cofie ha due buone opportunita’, ma gli difetta la mira e proprio nel finale miracolo c’è un mezzo miracolo di Bizzarri, che salva il vantaggio sul tiro di prima intenzione di Zaccardo.

Sassuolo-Genoa 0-1, gol: Blerim Dzemaili 42′.

Inattesa frenata casalinga del Sassuolo nella corsa all’Europa. Vincendo avrebbe potuto superare il Milan e invece questa sconfitta complica un po’ le cose per Di Francesco.

Grazie alle parate di Perin in particolare nella prima parte, il Genoa che aveva perso nelle ultime quattro trasferte, centra un colpo importante che rende ancora più sereno il finale di stagione. La gara inizia con un paio di minuti di ritardo per il violento acquazzone che si è abbattuto su Reggio Emilia poco prima delle 18.

Il Sassuolo trova subito il gol con Defrel (11′) servito da Berardi, il direttore di gara annulla per fuorigioco su segnalazione del guardalinee. Fuori gioco millimetrico ma giusto non convalidarlo. I padroni di casa di nuovo pericolosi: servizio da sinistra di Sansone, Perin arriva sul pallone prima che Defrel concluda a rete (24′).

Ancora il portiere del Genoa è miracoloso su Sansone (28′). Più Sassuolo che Genoa anche se sono gli ospiti a passare in vantaggio inaspettatamente. Azione offensiva conclusa da Matavz che colpisce il palo. Sulla ribattuta il più lesto ad arrivare sul pallone è Dzemaili che batte Consigli. Poco dopo, Sansone finisce a terra in area sul contatto con Demaio, il neroverde reclama il penalty (44′).

Il Sassuolo ha fatto la partita, gli ospiti un tiro e un gol. I padroni di casa attaccano a testa bassa, non riescono a creare pericoli, nel frattempo Di Francesco toglie un deludente Berardi e inserisce Politano, poi butta dentro anche Falcinelli per un positivo Biondini giocando con un 4-2-4.

Sul taccuino ci finisce un tiro a giro di Sansone fuori bersaglio (40′). Il risultato non cambia più, al Genoa è bastato un tiro in porta, o quasi, per espugnare il Mapei.

Attestato di stima dei tifosi del Sassuolo nei confronti del tecnico Di Francesco con uno striscione che invita l’allenatore a restare ancora in neroverde.

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La classifica marcatori del campionato italiano di calcio di Serie A.
– 30 reti: Higuain (3 rigori-Napoli). – 14 reti: Mauro Icardi (Inter), Dybala (2-Juventus); Bacca (Milan). – 12 reti: Ilicic (6-Fiorentina); Eder (3-Sampdoria). – 11 reti: Maccarone (Empoli); Kalinic (Fiorentina);

Insigne (Napoli); Salah (Roma). – 10 reti: Pavoletti (Genoa). – 9 reti: D. Ciofani (1-Frosinone); Pjanic (1-Roma); Belotti (2-Torino); Thereau (Udinese). – 8 reti: Destro (2-Bologna); Paloschi (Chievo); Dionisi (1-Frosinone); Gilardino (Palermo); Dzeko (1-Roma); Soriano (Sampdoria); Quagliarella (1-Torino/Samp).

– 7 reti: A.Gomez (Atalanta); Mandzukic (Juventus); Candreva (3-Lazio); Florenzi (2-Roma); Defrel (Sassuolo). – 6 reti: Giaccherini (Bologna); Birsa (1-Chievo); Perisic (Inter); Morata e Pogba (1-Juventus); Felipe Anderson (Lazio);

Bonaventura, (Milan); Gervinho (2-Roma); Muriel (Sampdoria); Berardi (3), Sansone (Sassuolo); D. Zapata (Udinese). – 5 reti: Pinilla (Atalanta); Meggiorini (Chievo); Saponara (Empoli); Niang (1-Milan); Hamsik (1) e Callejon (Napoli); Vazquez (Palermo); El Shaarawy (Roma); Immobile (1-Torino); Pazzini (1) e Toni (2-Verona). – 4 reti: Denis (1-Atalanta); Mounier (Bologna);

Borriello e Lasagna (Carpi); Pucciarelli (Empoli); Babacar e Borja Valero (1-Fiorentina); Sammarco (Frosinone); Suso e Cerci (2-Genoa); Jovetic (1-Inter); Luiz Adriano (1-Milan); Biglia (1), Keita e Matri (Lazio); Khedira e Zaza (Juventus); Hiljemark (Palermo); Acerbi, Floccari (Sassuolo); Baselli (Torino);

Badu (Udinese); E.Pisano e Ionita (Verona). – 3 reti: Brienza (Bologna); Castro e Inglese (Chievo); Zielinski (Empoli); Alonso, G. Rodriguez (Fiorentina); Blanc (Frosinone); Gakpe, Laxalt, L.Rigoni (Genoa); Brozovic e Ljaijc (Inter); Cuadrado (Juventus); Parolo (Lazio); Allan (Napoli); Nainggolan e Perotti (Roma); Correa (Sampdoria); Floro Flores e Falcinelli (Sassuolo);

Benassi e Maxi Lopez (1-Torino); Fernandes (1-Udinese). – 2 reti: Conti (Atalanta); Donsah, Masina, Rossettini (Bologna); Mancosu (1-Bologna/Carpi); Di Gaudio, Lollo e Matos (Carpi); Pellisier (1), N.Rigoni e Pepe (Chievo); Buchel, Paredes e Tonelli (Empoli); Blaszczykowski e Zarate (Fiorentina); Dzemaili, Rincon (Genoa); D’Ambrosio e Murillo (Inter); Alex Sandro, Bonucci e Lemina (Juventus); Djordjevic, Kishna, Klose, Lulic (Lazio); Alex e Antonelli (Milan);

Gabbiadini e Mertens (Napoli); Djurdjevic, Goldaniga, G.Gonzalez e Trajkovski (Palermo); Digne, Iago Falque e Sadiq (Roma); Cassano, Fernando e Zukanovic (Sampdoria); Missiroli e Politano (Sassuolo); Bovo (1-Torino); Perica (Udinese);

Helander (Verona). – 1 rete: Cherubin, Cigarini (1), Diamanti, D’Alessandro, De Roon, Kurtic, Maxi Moralez, Stendardo, Toloi (Atalanta); Floccari e Gastaldello (Bologna); Gagliolo, Bianco, De Guzman, Lazzari, Letizia, Marrone, Mbakogu, Pasciuti, Verdi (1-Carpi); Cacciatore, Cesar, Dainelli, Hetemaj (Chievo);

Krunic, Laurini e Livaja (Empoli); Badelj, Bernardeschi, Mati Fernandez, Rebic, Roncaglia, M. Suarez, Tello e Verdu (Fiorentina); Ajeti, Diakite’, Frara, Paganini, Soddimo (Frosinone); Figueiras, Perotti (1) e Tachtsidis (Genoa); Biabiany, Felipe Melo, Guarin, Kondogbia, Medel, Miranda e Palacio (Inter);

Barzagli e Sturaro (Juventus); Mauri e Milinkovic-Savic (Lazio); Abate, Balotelli, Bertolacci, Boateng, Honda, Kucka, Mexes e C. Zapata (Milan); El Kaddouri, Albiol e Chiriches (Napoli); El Kaoutari, Lazaar, Quaison, L. Rigoni (Palermo); De Rossi, Iturbe, Keita, Maicon, Manolas, Ruediger e Totti (Roma);

Alvarez, Christodoulopoulos, Ivan (Sampdoria); Duncan, Falcinelli, Magnanelli, Pellegrini (Sassuolo); Acquah, Moretti, Molinaro, Vives, Zappacosta (Torino); Adnan, Armero, Di Natale e Lodi (Udinese); J. Gomez, Greco, Jankovic, Moras, Siligardi, Samir e Viviani (Verona). – 1 autorete: Toloi (Atalanta);

Frey e Gamberini (Chievo); Camporese (Empoli); Ajeti (Frosinone); De Maio, La Manna e Tachtsidis (Genoa); Murillo (Inter); Basta e Gentiletti (Lazio); Ely (Milan); Vitiello (Palermo); Manolas, Pjanic e Zukanovic (Roma); Moisander (Sampdoria); Avelar, Padelli, B. Peres (Torino); Marquez (Verona). – 2: G. Gonzalez (Palermo).