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Spalletti show: segno della croce, linguaccia, urla VIDEO

Luciano Spalletti

Luciano Spalletti

ROMA – Spalletti show: segno della croce, linguaccia, urla.  Gioca in casa della sua Empoli, ci tiene a far bella figura e si vede. Forse persino un filo troppo. Ma la partita di Luciano Spalletti è una specie di film che varrebbe un supplemento di biglietto.

Una partita, quella di Spalletti, che inizia dalle scelte. Lascia fuori Florenzi e Manolas (avevano avuto l’influenza in settimana) e soprattutto lascia fuori Edin Dzeko, reduce da una doppietta contro il Palermo. Sceglie, insomma, l’attacco mobile. Tratta l’Empoli come se fosse il Real Madrid (che visto oggi perdere con l’Atletico sembra per un giorno più scarso dell’Empoli), e i risultati gli danno ragione.

Poi inizia lo Spalletti show. La Roma segna subito ma a Spalletti sembra cambiare ben poco. La sue “vittime” predilette sono due. La prima per motivi “geografici” è Digne. Che ha la colpa di essere semplicemente il giocatore più vicino a lui. La seconda è El Shaarawy.

Ovvero l’uomo che ha appena segnato con il gol che già da adesso potrebbe essere il più bello del week end, un tiro sotto l’incrocio dai 25 metri. El Sharaawy in quell’azione fa quello che Spalletti chiede, ovvero entrare dentro il campo. Ma non appena prova a rimanere defilato sulla fascia se ne accorge tutto lo stadio e tutti gli spettatori tv. Perché Luciano Spalletti è là che lo urla ai quattro venti.

Il mister ce l’ha pure con Pjanic. Pretende che il bosniaco sia sempre, ma proprio sempre, vicino al pallone. Non esattamente facilissimo per le caratteristiche dinamiche di Pjanic che però, davanti alle urla, prova a fare del suo meglio. Nel gioco c’è e la Roma gira.

Quando la Roma si segna da sola Spalletti ammutolisce e allarga le braccia. Ma è solo qualche minuto. Lo show riprende subito dopo e non si ferma neppure quando i giallorossi tornano in vantaggio grazie a Pjanic che prima tira male una punizione e poi indovina il tiro dopo la respinta della barriera. Prima della fine del primo tempo le telecamere (guarda video in fondo al pezzo) pescano Spalletti in una sorta di linguaccia apotropaica. “Anti-gufi” secondo il linguaggio della politica contemporanea.

Nella ripresa Spalletti dà il meglio di se. Perché la Roma soffre e il tecnico toscano non si tiene più.  Quando dopo cinque minuti di forcing dell’Empoli la Roma riprende il pallone Spalletti urla Iago Iago Iago. Non legge l’Otello. Vuole solo che la palla venga passata a lui che è libero. Poi la Roma nel momento peggiore segna il 3-1 e Spalletti crolla seduto in panchina e si fa il segno della croce. Perché un conto è la tattica, la motivazione il preparare magnificamente le partite. Altro conto è se qualcuno un po’ più potente ci mette del suo e ti dà una mano.

El Sharaawy esce. Ha segnato due gol, ha fatto un’ottima partita. Luciano Spalletti lo aspetta a bordo campo. Complimenti? Assolutamente no. Catechesi e rimbrotti. Tutto davanti alle telecamere.

Poco prima della fine l’ultimo show della partita di Spalletti. Sczsesny sbaglia un rinvio. E il tecnico in un inglese rivedibile ma che comunque arriva gli urla: “Edin! Edin! Do You want glass?”. Il suo modo di dire al portiere polacco di cercare la testa di Dzeko con la palla lunga.

 

La linguaccia, ma contro chi?

 

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