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Stadio Roma pronto entro il 2020. La Lazio: “Lo vogliamo anche noi”

ROMA – Prima pietra nel 2017 e calcio di inizio tra il 2019 e il 2020. Questi i tempi dei proponenti dello Stadio della Roma, al netto di altri possibili ostacoli amministrativi e burocratici nell’approvazione del progetto. Dopo il complicato accordo con il Campidoglio a 5 Stelle sull’impianto, serve l’ok finale della conferenza dei servizi aperta in Regione, mentre pende ancora sul “Colosseo giallorosso” l’iter di vincolo avviato dalla soprintendenza sull’ippodromo a Tor di Valle. Ma intanto la Lazio si inserisce e il suo presidente Claudio Lotito chiede alla Raggi di farlo anche per loro…

L’amministrazione regionale però avverte per voce dell’assessore Michele Civita: “Non si conoscono ad oggi le opere e le infrastrutture che l’accordo reputa indispensabili per garantire la mobilità, il miglioramento dell’ambiente e della qualità urbana. Su tutto ciò, in modo costruttivo e in coerenza con l’attività fin qui svolta, eserciteremo il ruolo e la funzione di competenza”.

Se il progetto cambia – continua Civita – bisognerà  richiedere una nuova valutazione”. Valutazione che secondo alcune interpretazioni potrebbe addirittura essere una nuova Conferenza dei servizi. Nel progetto ‘rinnovato’ e frutto dell’ accordo As Roma-Comune (maturato nei giorni in cui sembrava che il tavolo stesse per saltare) tra le opere propedeutiche allo stadio da realizzare subito ci sarebbero: il potenziamento della Roma-Lido, gli interventi sulla via del Mare, le opere di messa in sicurezza idrogeologica del fosso di Vallerano nell’area di Decima. Ad una ‘fase due’, anche successiva all’apertura dello stadio, invece, apparterrebbero il ponte sul Tevere e la bretella sulla Roma-Fiumicino.

Decade invece il prolungamento della metro B, nelle intenzioni di M5S da sempre osteggiato a favore di un potenziamento della Roma-Lido, e forse anche alcuni interventi nel quartiere della Magliana giudicati non pertinenti. Secondo il parlamentare Pd Andrea Romano “sull’altare dell’ideologia grillina sono state sacrificate il 50% delle opere pubbliche”. “Le lotte di potere dei grillini saranno pagate dai romani con il dimezzamento delle opere pubbliche? Se è questo il punto di caduta raggiunto è un insulto alla città”, punta il dito la collega di partito Lorenza Bonaccorsi. “Il gruppo del Pd vigilerà affinché questo accordo non sia a ribasso rispetto ai servizi pubblici da erogare in quel quadrante”, l’annuncio dai dem capitolini.

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