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Calciomercato Torino, Belotti: “Non penso alla clausola ma alla Champions”

Calciomercato Torino, Belotti: "Non penso alla clausola ma alla Champions"

Calciomercato Torino, Belotti: “Non penso alla clausola ma alla Champions”
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

TORINO – “Nel mondo di oggi ormai si parla di cifre esorbitanti. Vai a pagare tanti giocatori anche 70-80 milioni o arrivi anche ai 100. Ormai il valore del mercato si è alzato a dismisura rispetto agli ultimi anni. Questa cosa per me non è un peso, e nemmeno per mio papà perché, seguendo il mercato, si sente parlare di cifre veramente eccessive”.

Così ha parlato, in esclusiva a Sky sport, Andrea Belotti, attaccante del Torino e della Nazionale.

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“Ci sono quelli che spendono cifre elevatissime, magari non gli cambia niente perché hanno i miliardi dietro. Però, non mi sono mai soffermato a pensare alla pesantezza di questi 100 milioni perché ho sempre pensato che il mio valore lo debba dimostrare sul campo”, ha aggiunto il ‘Gallo’.

Che, su Dybala, ha osservato: “Paulo l’ho conosciuto nell’anno della Serie B. Si vedeva che aveva delle qualità eccezionali, dei numeri che vedi fare a pochi giocatori. Però, in Serie B a Palermo, non riusciva a incidere. Poi, siamo arrivati in A e mi ricordo che, appena iniziato il ritiro, sembrava un giocatore completo. Aveva acquistato una sicurezza dei propri mezzi, una personalità che gli hanno permesso di fare quello che sta facendo. Ovviamente mi sarebbe piaciuto giocare con lui, ci sono state poche occasioni, perché giocavano Vazquez e Dybala quell’anno a Palermo. Però, da lui ho preso tanti insegnamenti, perché è un ragazzo veramente bravo, un vero professionista, quindi un po’ di rimpianto c’è, però sono cose che possono succedere nel calcio e va accettato tutto”. Belotti ha confessato di essere stato un grande tifoso di Shevchenko.

“Correvo come un pazzo e sognavo di diventare come lui – ha ammesso – perché era ed è rimasto un idolo. L’ho visto più che altro nei video, ogni tanto andavo a vedere qualche partita, perché mi portavano mio papà e mio fratello, ma la maggior parte erano studiate da casa in tv. Non l’ho mai incontrato, però c’è stata una sorpresa che mi hanno fatto la mia ragazza e il ragazzo che mi cura l’immagine: il giorno del mio compleanno mi hanno fatto avere un suo messaggio di auguri. Ero felice come un bambino, al punto che mi sono messo a piangere di gioia”.

“Il Campionato del mondo è un sogno per qualsiasi giocatore, così come la Champions – ha concluso -. Sono le due cose che quasi tutti i calciatori penso sognino di poter vincere. La prima sensazione che ho avuto, quando ho varcato Coverciano da giocatore della Nazionale maggiore, è stata proprio l’unione del gruppo.

Anche dopo un Europeo dove si è usciti in malo modo con la Germania, il gruppo non si è disunito, è rimasto ancora più compatto. Poi, secondo me, c’è stato un fattore importante: l’inserimento di giovani forti, che comunque può crescere ancora tanto grazie all’aiuto del ct”.

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