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Torino, Sinisa Mihajlovic: “Orgoglioso di essere serbo e zingaro”

Torino, Mihajlovic: "Orgoglioso di essere serbo e zingaro"
Torino, Mihajlovic: "Orgoglioso di essere serbo e zingaro"

Torino, Mihajlovic: “Orgoglioso di essere serbo e zingaro” (Ansa)

TORINO – Dalla “squadra più forte” a quella “più bella”, da una vittoria con la Juventus sfumata negli ultimi minuti, alla partita col Napoli, l’unico avversario ad avere preso “a pallonate” il suo Torino.

E’ un finale di stagione intenso quello di Sinisa Mihajlovic: la classifica non dice più nulla, ed è un peccato perché “con tutti quei punti persi potevamo lottare per le coppe”, ma c’è una maglia da onorare e una classifica marcatori da continuare a inseguire con Belotti.

“Lo vedo più presente di testa, non deve essere condizionato perché tornerà a fare le sue prestazioni migliori”, dice dell’attaccante a digiuno da tre partite. E chissà che ‘il Gallo’, 25 gol fino ad ora, non si sblocchi davvero contro il Napoli.

“La sua è già adesso una stagione straordinaria. E’ un ragazzo generoso, che non si risparmia mai, ed è un piacere vederlo allenarsi. Glielo dissi dopo appena tre giorni di ritiro”, dice il tecnico granata del bomber. Una delle note positive di questa stagione, come i tanti giovani arrivati con Ventura e consacratisi con Mihajlovic. Da Zappacosta a Baselli e Benassi, giovane capitano pronto domani a riprendersi la fascia che nelle ultime partite è stata proprio di Belotti.

“Perché non gioco da un po’? Contro Fiorentina e Lazio non avevo giocato bene – ammette senza giri di parole – poi sono stato fuori e chi ha giocato ha fatto molto bene. Non c’era ragione per cambiare. Ho avuto un problemino fisico, ma ora sto bene e sono a disposizione”, dice il centrocampista dell’Under 21 che domani formerà un inedito centrocampo con Obi.

Baselli non è al meglio e Acquah è squalificato dopo l’espulsione nel derby che ha fatto andare su tutte le furie anche Mihajlovic. “Mi è andata bene, pensavo in una punizione più severa – dice il tecnico -. Ho sbagliato, chiedo scusa e pago, anche se non ho insultato gli arbitri, come hanno invece scritto sul referto, ho imprecato. Mi chiedo solo come mai gli insulti che ho ricevuto allo Stadium, anche quando sono andato a vedere la partita col Monaco, non valgono…”, sottolinea il tecnico del Torino, che si dice “orgoglioso di essere serbo e zingaro”.

“Non credo che gli italiani che mi hanno insultato possano dire lo stesso…”. Non farà ricorso contro la squalifica, Mihajlovic, che contro il Napoli chiede ai suoi giocatori di dimostrare “che non hanno bisogno di un allenatore che gli urla di mettere le palle, che non servo io per avere sempre lo stesso atteggiamento con tutti gli avversari”.

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