Blitz quotidiano
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Valentino Rossi: “Bodyguard per Lorenzo e Marquez sono…”

ROMA – “Non so se sono il più forte Valentino in carriera, ma sono contento di essere competitivo anche quest’anno con cambiamenti importanti di regolamento – ha detto, alla vigilia della gara del Mugello lo stesso Valentino Rossi -. Sono uno dei tre che si gioca il mondiale ed è un grandissimo gusto”.

“La mia guida è cambiata: una parte resta istintiva, un’altra arriva dal lavoro e lì devi essere intelligente a capire cosa devi cambiare. Come riflessi siamo lì, poi crescendo stai più attento ai dettagli e ora è questione di minore istinto e maggiore costruzione delle cose. Quest’anno con le Michelin abbiamo fatto un passo indietro all’inizio della MotoGP del 2005-06-07. La Michelin non diventerà mai come la Bridgestone, nemmeno in 10 anni. Non è meglio, né peggio: è diversa. Si devono però trovare gomme che perdonino di più: sono performanti, ma la differenza fra l’anteriore e la posteriore ci sarà sempre, anche se la Michelin valorizza altri aspetti come l’agilità della moto. La Yamaha è buona per lo sfruttamento delle gomme e per il passo gara, poi siamo molto migliorati in qualifica, anche se in Francia hoi fatto un errore che mi ha fatto sfuggire le prime due file”.

Mercato: “Iannone in Suzuki può far bene, mentre Dovizioso con Lorenzo avrà vita dura, ma non per il Dovi: con Jorge sarebbe dura per tutti”. L’amuleto: “C’è una tartaruga di peluche che viaggia sempre con me: è stato un regalo di mia mamma ai tempi delle prime gare in minimoto e mi ha sempre seguito attaccata al casco. Poi ha perso le ventose, ma continua a seguirmi”.

Infine, un appello ai tifosi per la correttezza in tribuna. “Ho parlato del rispetto che tutti i tifosi dovrebbero avere per tutti i piloti, ma anche per tutti gli sportivi e in generale per le persone. Si può fare il tifo senza insultare l’avversario e per noi è molto importante dividere quello che accade fuori dalla pista, da quello che succede dentro, perché si deve stare molto attenti, perché è anche pericoloso. I bodyguard secondo me sono inutili, è più il casino che si fa prima rispetto a quello che poi accadrà davvero. L’importante è comportarsi in modo intelligente, tifare o non tifare senza esagerare. Il rispetto per i piloti, prima di tutto”. In realtà il paddock del Mugello è sempre molto affollato: “È una cosa bellissima, ma lo scorso anno ho fatto veramente fatica, c’era troppa gente, era molto difficile muoversi: era più una battaglia arrivare dal motorhome al box che correre il GP. E questo toglie concentrazione. I tifosi italiani sono molto caldi, talvolta anche troppo, e quando devo raggiungere il camion per mettermi la tuta ricevo spinte, botte, urla. Già arrivare a destinazione è un buon risultato. Spero che quest’anno vada meglio ma ho dei dubbi..”.