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Ventura e quelle mani in tasca durante l’inno di Mameli. Scivolone Nazionale

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Ventura con le mani in tasca durante l’inno

ROMA – L’Italia è agli spareggi per i Mondiali in Russia. E ci va da testa di serie evitando gli avversari più pericolosi. Missione compiuta per Ventura che sbanca lo stadio di Scutari battendo l’Albania col minimo sforzo. Ma da qui a dire che gli azzurri siano guariti, ce ne passa.

“Ero fiducioso prima quando c’erano momenti definiti drammatici, e lo sono anche adesso che sono un po’ meno drammatici”, le parole alla fine del match del ct Giampiero Ventura che ha puntellato la sua panchina, dopo le roventi polemiche degli ultimi giorni, seguite al pari di Torino contro la Macedonia. E forse proprio queste critiche, e tutte quelle da inizio mandato per il gioco espresso dalla Nazionale e le sue scelte, hanno fatto sì che Ventura non esultasse al gol di Candreva. Anche se il ct ha voluto precisare che la non esultanza era solo perché “mi sembrava giusto essere in vantaggio, ero contento, soprattutto per i ragazzi”.

La non esultanza non va criticata, figuriamoci – non tutti vivono il campo come Antonio Conte -, ma forse al ct andrebbe spiegato il giusto comportamento durante l’inno nazionale.

Non si pretende la mano sul cuore, l’abbracciarsi col vicino ma non si dovrebbero tollerale la mani nelle tasche dei pantaloni. In quel momento, si identificano in noi, i nostri ammiratori e sostenitori. Se spesso si è criticato gli sportivi, anche italiani, che non cantavano l’inno è d’obbligo muovere una critica verso un commissario tecnico, colui che dovrebbe essere a capo della propria squadra. Colui che dovrebbe far rispettare regole ad un gruppo. Di certo un gesto poco elegante.

Per vedere il video della replica di Albania-Italia vai su Rai Play.

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