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YOUTUBE HIGHLIGHTS Basket, EA7 Milano scudetto. Reggio Emilia ko in gara 6

MILANO – È una EA7 Milano senza rivali in Italia quella che con la vittoria in gara 6 della finale contro Reggio Emilia festeggia gli 80 anni della sua splendente storia con una scorpacciata: una doppietta scudetto-Coppa Italia che mancava da 20 anni esatti, dai tempi di Gentile (Nando, il padre di capitan Alessandro), Bodiroga e Fucka. Era il 1996, in panchina un santone come Tanjevic; dietro la scrivania Bepi Stefanel che aveva appena trasferito da Trieste una società con una forte connotazione slava.

Tratti marcati che ricordano questa Milano: un croato dedito alla disciplina e al rigore come Repesa in panchina, tanti slavi di nascita o di passaporto (Simon, Macvan, Barac, Jenkins, Lafayette) sul parquet a fare da ambizioso corollario ai giocatori più rappresentativi, Gentile e Sanders su tutti; e, mai dimenticarlo, un mecenate come Giorgio Armani abile a ridare vigore ed entusiasmo ad una piazza che poco più di 10 anni fa era molto vicina a sparire.

Un trionfo annunciato ma non affatto scontato, complice anche i tanti infortuni (Hummel fuori per tutta la stagione, Gentile a lungo indisponibile) e la qualità degli avversari: per battere la concorrenza in Italia Milano ha dovuto dare fondo alle proprie risorse, anche quelle finanziarie. A metà stagione infatti il presidente Livio Proli e il gm Flavio Portaluppi hanno deciso di operare sul mercato, inserendo prima l’mvp delle scorse finali Rakim Sanders e poi il nazionale lituano Mantas Kalnietis. Mai scelta si è rilevata più indovinata: l’americano è stato decisivo sia per la vittoria in Coppa Italia che nelle gare contro Reggio Emilia, il playmaker invece è sbocciato nei playoff dopo un avvio faticoso.

Nota stonata in una stagione altrimenti perfetta la precoce eliminazione dall’Eurolega: Milano infatti ha fallito l’accesso alla Top16, eliminata malamente in un girone alla sua portata. Un cammino claudicante che si è ripetuto anche in Eurocup, con la doppia sconfitta ai quarti per mano di Trento. È qui che Repesa, forte di un contratto fino al 2018, deve far crescere Milano, mettere quel qualcosa in più che i budget stellari delle varie corazzate (Cska, Fenerbahce, Barcellona, Real Madrid) non possono comprare. Espandersi in Europa: così il suo ottimo lavoro diventerebbe un capolavoro.