Blitz quotidiano
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DORTMUND – Lancio palline da tennis in campo contro caro biglietti. E’ partita in Inghilterra, è arrivata in Germania. E rischia di allargarsi al altri stadi e ad altri paesi dell’Unione. I tifosi europei sono stanchi del caro biglietti. E ora iniziano a farlo capire con una serie di forme di protesta che fanno riflettere.

La questione è semplice: le società hanno bisogno di soldi. Per anni hanno snobbato, soprattutto in Italia, gli introiti da stadio preferendo i “tanti e subito” delle tv alla programmazione sugli impianti. Da qualche anno, però, soprattutto dove gli stadi sono di proprietà e contribuiscono in modo decisivo all’aumento del fatturato, si è tornato a cercare di ottenere più soldi. Spremendo i tifosi.

Così a Liverpool un biglietto della nuova tribuna è arrivato a costare 77 sterline. Troppo per i tifosi. Che quei biglietti li hanno comunque comprati (al cuore non si comanda), sono entrati e hanno cantato una versione modificata dello storico coro del Liverpool: “You’ll never walk alone” è diventato per qualche minuto “You’ll walk alone” (non camminerete mai da soli, diventato “camminerete da soli”).

C’è di più: al minuto 77, quello del prezzo del biglietto, i tifosi si sono alzati e se ne sono andati. Perché innamorati sì, ma polli disposti a farsi spennare no.

Qualcosa di molto simile è successo a Stoccarda dove per la Coppa di Germania era impegnato il Borussia Dortmund. I tifosi gialloneri oltre alle spese di viaggio per la trasferta hanno dovuto pagare 70 euro di biglietto. Lo hanno fatto. Ma poi per 20 minuti non hanno messo piede allo stadio. Lo hanno fatto dopo e si sono fatti notare per un lancio di palline da tennis in campo. Con conseguente sospensione della partita, poi vinta 3-1 dal Dortmund, per alcuni minuti.

In Italia qualche mugugno sul fronte caro biglietti è arrivato dai tifosi della Roma. Non hanno gradito, per esempio, i 40 euro chiesti per un posto di curva per vedere la partita con il Real Madrid. Ma a Roma i tifosi hanno altri problemi: sono in “sciopero” da inizio anno contro la decisione del prefetto di inserire barriere divisorie nel settore. Ieri 9 febbraio c’è stata una prima intesa. Che non ha però tolto le barriere. Quindi, per ora, di tifosi in curva continueranno a vedersene ben pochi.

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