ROMA – Paola Severino, Pietro Grasso, Giuliano Amato, Franco Marini, Luciano Violante: sono i cinque “inquirinabili” secondo il Fatto Quotidiano, cinque nomi che per il giornale di Padellaro e Travaglio non sono degni di essere candidati alla presidenza della Repubblica. Il loro più grande peccato, visto dalla prospettiva del ‘Fatto, è quello di mettere d’accordo Pd e Pdl. All’articolo, titolato “Vengo anch’io, no tu no”, c’è una premessa, una dichiarazione d’intenti: “I nomi che circolano sono sempre gli stessi. C’è la truppa dei “politici” (Massimo D’Alema, Giuliano Amato, Luciano Violante, Franco Marini, Anna Finocchiaro ma anche, sponda Pdl, Marcello Pera, Renato Schifani e Gianni Letta), c’è quella dei tecnici prestati alla politica (Mario Monti, Paola Severino, Anna Maria Cancellieri, Pietro Grasso, Giuseppe De Rita). Sono accomunati dal comune denominatore che potrebbero star bene ai due partiti che hanno governato in Italia gli ultimi vent’anni: il Pd e il Pdl. Senza dare giudizi sulle persone, sono i loro atti, le cose che hanno fatto nella loro esperienza politica, istituzionale e anche (per alcuni) solo professionale, a tracciare il solco che oggi ci fa dire: questi preferiremmo di no”.