Blitz quotidiano
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“Cricca della Banca Romana”, intervista a Di Maio, avvocato e Francione, giudice, autori di teatro processuale

Dopo il successo al FESTIVAL DEL TEATRO FORENSE 2016 – III edizione presso il Teatro Golden, le Toghe in Giallo ritornano in scena il 21 luglio alle 21,30 ai Giardini della Filarmonica con “LA CRICCA DELLA BANCA… ROMANA” per la regia di Luigi di Majo. L’opera è tratta da Bankster’s circus (Herald Editore, Roma), di Gennaro Francione e Luigi di Majo.

Una intervista ai due autori.

Giudice Francione ci può raccontare com’è nata l’opera?

È stata un’idea di Luigi di Majo con cui ho già collaborato alla stesura di varie forme di teatro processuale (Processo Marta Russo, I Frati di Mazzarino).

Avvocato Di Majo può rievocarci quest’incontro?

Avevo da tempo in mente quest’opera. I recenti scandali delle banche italiane hanno acuito il mio desiderio di narrare una vicenda così vecchia ma così attuale. La storia dello scandalo della Banca Romana, tremendamente di attualità dopo il fallimento delle banche toscane, vide coinvolti alla fine del 1800 banchieri, politici, uomini d’affari, giornalisti, scrittori. Ho esposto il progetto all’amico Francione che si è dichiarato subito entusiasta e siamo partiti.

Giudice Francione, la messinscena si fonda su un testo molto particolare, edito in questi giorni dalla Herald di Roma. Vuole spiegarci di cosa si tratta?

Rome’s Banksters Circus è un nuovo modello di testo multimediale. Non più il copione in stile tradizionale ma piuttosto una tavola drammaturgica multiuso.

Nata primariamente per il teatro, è utilizzabile per un romanzo, un film, una fiction etc., corredata da didascalie che, approfondendo la comprensione del testo in chiave ipertestuale permettono, insieme ai sensi teatrali in background, la ricostruzione storico-antropologica dei fatti e dei personaggi che furono al centro di una vicenda tenebrosa più che mai attuale pur caduta oltre 120 anni fa.

Ci vuole raccontare in sintesi il contenuto dell’opera pubblicata?

Il racconto della vicenda della Banca Romana viene svolto inserendo i personaggi del potere (il politico rappresentante del Primo e Secondo Potere, il giudice del Terzo Potere, il giornalista del Quarto Potere, i banchieri nel Sesto Potere) in un gigantesco circo dove i banchieri-ladri, i Banksters, sguazzano.

La girandola si sorregge sui due clown. Il forte Bianco e il debole Augusto che di volta in volta attraverso le gag fantasmagoriche s’intrecciano nei vari eventi a sorreggere l’azione.

Alla fine con la spettacolarità delle scene inserite in una sorta d’inferno in terra senza tempo si narrano fatti che nelle pieghe della corruzione rivelano il segreto di una rivoluzione che coinvolge anche l’oggi. Si utopizza una finanza umanistica che, emettendo soldi a palate e limando i poteri, generi benessere in un mondo con sovrabbondanza di risorseche vanno redistribuite fra tutti con criteri di equanimità e solidarietà sociale.

Avvocato di Majo, ci racconta, invece, la trasposizione finale dell’opera che andrà in scena ai Giardini della Filarmonica.

Abbiamo tralasciato per ora la chiave circense per realizzare una messinscena più asciutta. Dopo il riferimento ad alcuni caratteri grotteschi del personaggio Tanlongo (il banchiere motore della vicenda), abbiamo prediletto la ricostruzione della catastrofe bancaria riassumendola in un unico processo simbolico che riunisce le inchieste giudiziarie e parlamentari.

Gioco nel gioco leggeremo il libro e assisteremo alla rappresentazione per seguire la spirale dei mutamenti di una stessa opera in linguaggi e stili diversi ma sempre spettacolari. Invitiamo i lettori a seguire lo stesso percorso.