La gerarchia dei colori è universale. La stessa in ogni cultura

ROMA – La gerarchia dei colori è universale e basata sulle caratteristiche fisiologiche dell'occhio. Ogni cultura l'ha infatti costruita seguendo lo stesso ordine, trovando innanzitutto un nome per il rosso, poi per il verde, il giallo e il blu. Lo dimostra un esperimento italiano pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas.

L'esperimento, basato su un gioco virtuale, e' stato condotto dall'italiano Vittorio Loreto, dell'universita' di Roma La Sapienza e dell'Istituto per l'Interscambio scientifico di Torino. Allo studio hanno partecipato anche Francesca Tria, dell'Istituto per l'Interscambio scientifico di Torino, e Animesh Mukherjee, che lavora nello stesso istituto e nell'Istituto Indiano di tecnologia a Kharagpur.

Nel gioco, chiamato Category Game, i ricercatori hanno invitato una coppia di volontari a giocare una partita virtuale: uno dei due avuta il compito di descrivere un colore, mentre l'altro doveva indovinarne il nome. Sono state poi introdotte due variabili: la frequenza dei colori e il potere di risoluzione dell'occhio umano.

''Per una questione fisiologica, relativa alle strutture presenti nell'occhio – spiega Loreto – ci sono colori percepiti in molte sfumature e altri no: dell'arancione, per esempio, l'occhio riesce a vedere molte sfumature e del rosso no''. Le popolazioni, aggiunge, si accordano prima sul nome da dare al rosso perche' trascurano le sfumature, in pratica se di un colore si percepiscono piu' sfumature, occorre piu' tempo per arrivare a una categorizzazione condivisa.

La ricerca ha confermato così le ipotesi formulate finora, secondo le quali esistono vincoli universali nella categorizzazione dei colori di base.

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