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Marina Malfatti morta: addio all’attrice di teatro, aveva 83 anni

ROMA – Marina Malfatti, attrice di spicco del teatro italiano e personaggio dello spettacolo, è morta la sera dell’8 giugno a Roma. La Malfatti da tempo si era ritirata a vita privata, soprattutto dopo la morte del marito, l’ambasciatore Umberto La Rocca. Una attrice di talento e una donna bellissima che dopo aver studiato in Francia e vinto una borsa di studi al Centro Sperimentale di Cinematografia. Scoperta ancora giovanissima in Italia da Arnoldo Foà al teatro, in televisione è ricordata per il ruolo della marchesina Marina nello sceneggiato Malombra, sotto la direzione di Diego Fabbri.

Il Secolo XIX scrive che Marina Malfatti, che ha dedicato la sua vita alla televisione e al genere horror negli anni Settanta per poi consacrarsi al teatro negli anni Ottanta, era nata nel 1933 a Firenze, anche se nelle biografie ufficiali la data che appare è quella del 1940:

“Nella sua lunga carriera tanti ruoli, sia brillanti sia drammatici, e una decisa predilezione per i classici. Sempre centrale il teatro, anche se questo non le ha impedito ruoli televisivi, nel Maigret di Gino Cervi, per esempio (era il 1966), e poi in Malombra, che le diede una grande popolarità. Bionda, di una bellezza classica e un pò austera, è stata protagonista negli anni Settanta al cinema di un filone horror-demoniaco (La notte che Evelyn uscì dalla tomba, Tutti i colori del buio, La dama rossa uccide sette volte, La notte dell’ultimo giorno, Il prato macchiato di rosso).

A partire dagli anni Ottanta c’è stato soprattutto il teatro, con tanti classici, ma non solo. Per lei Alberto Moravia scrisse La Cintura (era il 1986), con la storia di un’attrice, Vittoria, raccontata attraverso le vicende di una giornata scandita da incontri, alcuni futili, altri fondamentali: con il padre, la madre, il marito, la cameriera, l’amante, in una sorta di girotondo che oscilla tra realtà e immaginazione e che finisce per tratteggiare un quadro feroce della famiglia borghese. Dal ‘90 il sodalizio artistico con Luigi Squarzina, con il quale mise in scena opere di Pirandello, Shaw, Goldoni, Cocteau. Negli anni Duemila ha portato sulle scene, insieme con Simona Marchini (la regia era di Maurizio Nichetti) un applauditissimo Sorelle Materassi e poi Va dove ti porta il cuore, dal romanzo di Susanna Tamaro”.

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Una scena dal film Sette orchidee macchiate di rosso da YouTube:

 


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