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Virgilio Zernitz morto: attore di teatro, aveva 79 anni

VENEZIA – Virgilio Zernitz si è spento il 25 luglio 2016 a 79 anni nella sua casa di Venezia. Un attore di teatro molto amato che è stato salutato dall’amico Gigi Proietti. Proprio l’attore ha dato la notizia della morte di Zernitz all’Ansa, parlando di “un dolore molto grande, era un amico carissimo”.

 

 

Nato nel 1937, inizia lavorando nelle cose più varie e in particolare nel teatro sperimentale, acquistando via via un suo spessore come attore drammatico, anche se la sua figura rimarrà forse più legata a un teatro comico di qualità, oltre che a uno leggero e brillante, con sconfinamenti anche nell’operetta, grazie alle sue doti canore.

Un legame forte lo stringe sin dall’inizio con Gianfranco de Bosio, che lo fa debuttare nel 1963 allo Stabile di Torino e lo dirige nel tempo appunto in vari spettacoli che aiutano la riscoperta di un grande autore come Ruzante, molto amato anche da Dario Fo, che lo chiama per questo accanto a sé a Spoleto nel 1997. A Torino lavora per tre anni anche con Luigi Squarzina e Franco Parenti.

Nel 1967 approda al Piccolo di Milano dove recita ”Patatine di contorno” di Arnold Wesker come ”la Moscheta” sempre di Ruzante e sempre con De Bosio. Quindi diviene uno degli attori di Luca Ronconi che lo sceglie per far parte del ”Riccardo III” di Shakespeare, de ”Gli ultimi giorni dell’umanità” di Karl Kraus, de ”La pazza  Chaillot” Giraudoux nel 1990.

Lavora su grandi classici, compreso Eschilo, allo Stabile dell’Aquila con Antonio Calenda e Gigi Proietti, con cui poi partecipa a spettacoli brillanti, da ”Il gatto in tasca” di Feydeau a ”Cyrano di Begerac”. Lo troviamo poi allo Stabile di Genova per Goldoni e Brecht.

Una carriera ricca e molto varia, che lo ha visto guidato a suo tempo da altri registi particolari e di qualità come Alessandro Fersen e Roberto Guicciradini. Spesso richiesto per la sua voce, è per esempio il narratore dei ”Viaggi di Ulisse” di Nicola Piovani. Parlando di sé, Virgilio Zernitz raccontava:

“La mia è stata una carriera lenta e fatta di sacrifici, recitando di tutto, senza frenesia e nemmeno troppa passione, ma divertendomi a fare il mestiere, a recitare con serietà. Ho sempre cercato quando potevo di mantenere un rapporto con le mie radici”.