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Barbara Boncompagni: “Papà ci ha cresciute da solo. Non è la Rai lo fece per non invecchiare”

Barbara Boncompagni: "Papà ci ha cresciute da solo. Non è la Rai lo fece per non invecchiare"

Barbara Boncompagni: “Papà ci ha cresciute da solo”

ROMA – Oggi 18 aprile è stata aperta la camera ardente di Gianni Boncompagni. L’autore televisivo è morto a 84 anni ed ora la figlia Barbara racconta che il padre le ha tirate su da solo.

Gianni Boncompagni era giovanissimo quando agli inizi della carriera  la moglie svedese lo mollò. Era il 1962 e Gianni si fece affidare le tre figlie Barbara, Paola e Claudia. Barbara racconta al Corriere della Sera che

“Quando i miei si separarono avevo un anno. Le mie sorelle, 3 e 6 anni. Papà avrebbe potuto metterci in collegio o affidarci ai nonni paterni. Invece ha voluto occuparsi lui della nostra crescita, giorno per giorno”.

Come padre Boncompagni ha sempre cercato di sdrammatizzare:

“Quando avevo circa 12 anni, mi accorsi che la nostra governante rubava. Orgogliosa della scoperta, lo riferii a papà. E lui, che alla governante non poteva rinunciare data la situazione, mi rispose ridendo: ‘Bè è divertente, no? Una ladra in casa, un diversivo!’. E “se gli confidavo che il mio ragazzo mi aveva mollato, lui replicava ne trovi un altro più carino'”.

Capitolo Non è la Rai. Per suo padre, quella trasmissione 

“Affollata di ragazzine era, per papà, un modo di non voler invecchiare. Quando io rimasi incinta del mio primo figlio, Mattia, lui restò attonito: l’idea di diventare nonno lo atterriva, poi è stato un nonno amorevole e davvero speciale”. Alla fine, anche nei suoi ultimi giorni di vita, “tanta ironia. Non si parlava di morte, ha chiuso gli occhi serenamente. Papà sei stato pazzesco!”.

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