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Barbara D’Urso: “Mio padre a 15 anni mi picchiò col frustino da cavallo”

Barbara D'Urso a Verissimo

Barbara D’Urso a Verissimo

ROMA – Ospite di Verissimo, Barbara D’Urso ha ripercorso la sua carriera (“Condurrò Domenica Live fino ai 90 anni”), è tornata con la mente al dolore per la morte della madre e ha ricordato un aneddoto sul padre: “A 15 anni, mi picchiò con il frustino del cavallo”.

La presentatrice ha parlato del dolore per la morte della madre:

“Di lei ho sempre la stessa immagine, è stata immobile nel letto per 4 anni, io ne avevo 8 e lei era immobile, con la flebo fissa nel braccio. Provo a pensare a quando facevamo delle cose insieme, ma non riesco a ricordare altra immagine se non quella. È un dolore che non si supera mai. Il lutto non l’ho potuto elaborare, perché mi è stato impedito di elaboralo. Così, l’ho cristallizzato. Ricordo che la mamma aveva le braccia ormai viola, non trovavano più le vene. Mi è stato detto ‘Andiamo in vacanza’, io sono andata in vacanza pensando che tornando avrei trovato la mamma. Invece, il 22 agosto mi svegliano di notte, mi mettono in una macchina e mi dicono che dovevamo tornare a Napoli perché la mamma si era aggravata. Ricordo quel viaggio, a metà strada cambia tutto e mi riportano in campagna dicendomi che mamma stava meglio, in realtà mio padre gli aveva detto che non c’era più e di non portarmi a casa. Io oggi vivo le bugie come un tradimento. Dopo qualche giorno mio padre mi ha detto che mamma ci aveva lasciati, per me è stato ancora più devastante, non se n’è parlato più. È continuata la vacanza, quando sono tornata a casa, sono tornata in quella stanza e il letto era intonso, perfetto, ma mamma non c’era. Il buco sta qua e ci sarà fino all’ultimo dei miei giorni”.

 

 

Barbara D’Urso, poi, è passata a parlare della sua adolescenza:

“Che adolescente sono stata? Ribelle, con un padre super terrone e ne sono orgogliosa, molto rigoroso. Per vari motivi, ho deciso di andare via di casa a 18 anni. Il rapporto con lui era fortissimo, era molto rigoroso nell’educazione. Ti racconto un episodio. A 15 anni, sono andata al compleanno di un’amica, mi ha detto che alle 22:30 dovevo stare a casa. Lì mi piace un ragazzino e vado a fare un giro in motorino con lui. Quando torno, mi dicono che papà aveva chiamato e non mi aveva trovato. Torno a casa e trovo mio padre fuori dal portone. Lo saluto e non risponde. Entriamo. Ho provato a parlargli: “Sai papà…” e lui mi ha tirato uno schiaffo che mi ha girato la testa. In casa, mi ha picchiato con il frustino del cavallo”.

Il padre ha fatto fatica ad accettare la sua decisione di andarsene di casa:

“Quando sono andata via, mi ha detto: “Per me sei morta”. È stato così, per 4 anni quando mi vedeva, cambiava marciapiede. Però io ho un rigore dentro che mi ha fatto condurre comunque quel tipo di vita che lui avrebbe voluto, anche senza il suo controllo”.

“Io dei miei figli non parlo mai, ma sono veramente – si interrompe commossa – il vero motivo per cui io vivo. Li amo in maniera sconvolgente. Sono pazza di loro. Sicuramente c’è stato un momento in cui sono stata di meno con loro, quando mi sono separata ho dovuto risolvere alcuni problemi. Poi è iniziata ‘La dottoressa Giò’ e sono partita. Grazie a quello che ho fatto, però, uno ha potuto coltivare il suo sogno di essere un chirurgo, andare in missione umanitaria e curare tanti bambini. L’altro ha coltivato la sua passione per la fotografia, forse anche perché ho lavorato”.

 

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