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Benfica-Torino STREAMING DIRETTA: guarda la partita

Benfica-Torino, STREAMING DIRETTA: guarda la partita

TORINO – L’amichevole Benfica-Torino si giocherà mercoledì 27 luglio alle 20.45. Benfica-Torino sarà trasmessa in diretta su LA7. La partita inoltre si potrà vedere in streaming sul sito ufficiale di LA7. Questo il link.

Dal Milan a Ljajic, dalla Juve (“Punta a vincere 36 partite su 38, escluse quelle contro di noi…”), al mercato (“Se parte Peres entrano soldi da investire”), fino agli obiettivi futuri (“Tornare in Europa entro due anni”). Sinisa Mihailovic, in conferenza stampa dal ritiro di Bormio, non delude. Carico, positivo. Con le idee chiare, il tecnico del Torino punzecchia e trascina. Non si risparmia su nulla. Si parte dalla preparazione estiva, cominciata non senza qualche difficoltà. I primi giorni sono serviti a capire e a poggiare le basi per costruire il suo Torino. “Per cinque anni c’è stato un allenatore con certe esigenze, ora io ne ho altre. Quindi ci vuole tempo per sistemare alcune cose e non è cosa facile. Inconsciamente ciò che ai ragazzi viene più naturale è ripetere quello che facevano prima – commenta, definendosi comunque molto contento di quanto visto fino ad ora – Devono impegnarsi, ma sono sicuro che miglioreranno”. Sui nuovi arrivati, il tecnico ha puntato l’attenzione su Ljajic. I due si erano incrociati già, in passato. “E’ cresciuto e maturato. Alla Fiorentina e in Nazionale era ancora un ragazzino, ora sta diventando un uomo e questo è positivo. Chi cresce come persona cresce anche come calciatore: lui ha qualità e fantasia e deve fare la differenza. Sono convinto che potrà essere la stagione del suo riscatto”.

Il mercato estivo porterà altri colpi? Mihajlovic sa ciò che serve al Torino. “Un metodista che dia i tempi di gioco. Abbiamo la rosa ristretta a due-tre giocatori. La società sa tutto e siamo in piena sintonia”. Bruno Peres e Maksimovic, sono loro i giocatori più gettonati per quel che riguarda le uscite. Sul primo, il tecnico parla chiaro: “È un giocatore del Torino ed è importante. È più abituato a giocare sul centrocampo a 5 e deve lavorare sulla fase difensiva. Il presidente non ha bisogno di vendere, se va via dipende dalle offerte che arrivano. Se va via entrano soldi da investire, se rimane abbiamo un grande giocatore in più. Quindi sarei contento in entrambi i casi”. Sul difensore serbo il tecnico ammette: “Si sta impegnando, ma devo dire che con la testa non è sempre presente a causa delle voci di mercato che lo hanno destabilizzato. E’ un giocatore che mi piace molto e su cui conto parecchio come ho dimostrato facendolo debuttare in Nazionale. Detto questo anche lui dovrà meritarsi il posto come gli altri”. In attacco confermato Maxi Lopez. “È un giocatore importante che ho avuto a Catania e che sa fare la differenza. Solo che deve perdere ancora qualche chilo. Quando lo farà renderà al meglio, ma sta lavorando e sono fiducioso”. Gli obiettivi dei granata sono due. “Incarnare lo spirito del Toro e tornare in Europa entro due anni. Continuando a lavorare in questo modo ce la possiamo fare”. La prima di campionato incontrerà il suo passato. C’è il Milan, il club che dopo un’annata di alti e bassi, lo ha salutato il 12 aprile 2015, preferendogli Brocchi. “È una partita difficile e io avrò un motivo in più per fare bene – dichiara – Il tempo è galantuomo e tutti sanno dove ho lasciato il Milan e poi dove è finito. Detto questo saluterò volentieri tutti coloro con cui ho lavorato al Milan”. Poi c’è la Juventus. Si sente già aria di derby… “Ha fatto una campagna acquisti impressionante e punta a vincere 36 partite su 38 (escluse quelle contro di noi…). Rischiano di vincere lo scudetto già a dicembre”.


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