tv

Camera Cafè torna su Rai 2. Olmo (Carlo Gabardini): “Mi hanno escluso”

Camera Cafè torna su Rai 2. Olmo (Carlo Gabardini): "Mi hanno escluso"

Camera Cafè torna su Rai 2. Olmo (Carlo Gabardini): “Mi hanno escluso”

ROMA – La popolare sitcom Camera Cafè torna in onda, ma sulle reti Rai. A partire dal 4 settembre l’appuntamento con Camera Cafè sarà alle 21.05 su Rai 2, ma non mancano le polemiche. Carlo Gabardini, attore che interpreta Olmo, non ci sarà e su Facebook si lascia andare ad uno sfogo in un lungo post. “Mi hanno escluso, mi girano i coglioni”, scrive l’attore che non sarà nel cast come attore e nemmeno come autore della sitcom.

L’attore è decisamente amareggiato e ha deciso di condividere con i suoi fan tramite i social network sia i motivi della sua esclusione che tutta la sua delusione, come si può leggere da Facebook:

“No, non ci sarò nella nuova stagione di #cameracafé; lo dico perché mi viene chiesto a destra e a manca, e ne sento in giro di buffe e di crude. Non ci sarò né come autore, né come attore; persone a me vicine sono felici di non dovermi più vedere con le camicie hawaiane di Olmo Ghesizzi, a me invece temo mancheranno un poco. La storia è lunga e complessa e non può essere esaustivamente trattata in un post, vi dico giusto come sto.

Cameracafé per me è stata importante, emozionante, per lunghi anni anche totalizzante; ho scritto, coscritto e cofirmato oltre 1600 copioni con dedizione maniacale e a detta di molti anche esagerata fino a diventarne un capoautore, ho avuto l’onore di recitare in centinaia di episodi al fianco di un cast eccezionale capeggiato da due fuoriclasse quali Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, ho amato e odiato e poi di nuovo amato il vero padre della versione italiana Christophe Sanchez a cui si deve tutto assieme a Magnolia S.p.A., ho conosciuto e convissuto con gli altri autori televisivi, alcuni dei quali sono miei cari amici, altri si sono rivelate personcine minuscole, ma ciò è normale in qualsiasi ambito lavorativo, lo stesso si dica di chi si occupa della produzione di questa stagione”.

Gabardini spiega di non aver capito i motivi della sua esclusione e racconta che gli è stato chiesto se era interessato a interpretare Olmo o “se ormai”:

“-Ormai, cosa?
-Niente, visto che sei su radio24, scrivi sui giornali, hai fatto comingout, hai pubblicato un libro, ti occupi di diritti, insomma, forse ormai hai preso un’altra strada…
-No, no, sono interessatissimo, non faccio il gay di professione, continuo a fare l’attore e soprattutto l’autore, altrimenti non saprei come pagarmi l’affitto. E sono più interessato a scrivere cameracafé, come ho sempre fatto, e poi se noi autori decideremo che Olmo non serve, Olmo non ci sarà; come abbiamo sempre fatto.
-Okay, allora ti chiameremo anche come autore”.

Poi l’offerta economica, la richiesta di una controproposta e il silenzio della produzione:

“La produzione mi offre una cifra così bassa che lei stessa definisce inaccettabile e mi chiede di fare una controproposta; propongo lo stesso cachet di sei anni fa, riparametrandolo al numero minore di episodi di questa stagione, e ne esce un ammontare pari circa al doppio della loro offerta iniziale. Dopodiché, non mi è arrivata nessuna proposta di nessun tipo. Dopo due settimane di silenzio, ho chiamato io, e dopo altri 5 giorni di attesa la produzione mi ripropone la stessa identica cifra di partenza, dando un nuovo senso al concetto di “trattativa”. Non vedendo margine ma, per i succitati motivi, standomi a cuore questo programma e la collaborazione coi miei colleghi autori, dico che accetto la loro “inaccettabile” proposta iniziale, non un euro in più, garantendomi solo dei giorni liberi a settimana per poter svolgere altri lavori.

Silenzio imbarazzato. Mi dicono che mi faranno sapere senz’altro in settimana. Non chiama nessuno, ma vengo a sapere che la mia assenza viene motivata col solito mantra: “Gabardini ha chiesto una cifra esorbitante e non trattabile.” Soffro. Mi girano i coglioni. Alcune notti, piango. Scrivo una mail a tutti gli autori, al regista e alla produzione, in cui racconto la mia trattativa e dico molto chiaramente di aver accettato la cifra ridicola di partenza, quindi se c’è volontà di farlo tutti assieme, c’è anche la possibilità. Alcuni rispondono che non sapevano, altri non sanno bene che dire e sono buffi nel loro dimenarsi in cerca di specchi arrampicabili con meno stridore di vetri graffiati. La produzione mi scrive che mi chiamerà l’indomani”.

Poi il 14 febbraio sono iniziati i lavori e lui, Olmo, non ci sarà. Ormai è ufficiale:

“Mi spiace non esserci, non posso negarlo; però nei mesi in cui ho combattuto debolmente affinché fosse possibile, non posso nemmeno dimenticare che grossa parte di me temeva il ritorno al passato come una resa; i viaggi e le avventure che ti fanno crescere ti cambiano, ripeterli quando hanno portato i loro frutti può essere inutile se non dannoso, ripeterli a volte è tornare indietro, è ammettere che rimarrai sempre lì, è preferire un approdo sicuro al navigare in acque libere ma sconosciute e terrorizzanti. Mi spiace non esserci, soprattutto per la modalità, perché per il resto è un’ipotesi che ci sta, ci mancherebbe altro.

Dopo esservi entrato in casa per anni indossando delle discutibili camicie colorate, mi sembrava doveroso spiegarvi come mai stavolta non verrò; per dirla alla Olmo: “Fisci! Vi mando una mail.” Se dicessi che spero che questa edizione vada meglio delle precedenti, ovvero degli oltre 1600 copioni che portano anche la mia firma, mi e vi starei prendendo in giro; però – davvero senza rancore – auguro a tutti che sia una straordinaria coda di un programma che ho amato moltissimo”.

To Top