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Canone Rai nella bolletta: chi rimborsa chi non deve pagare?

ROMA – Canone Rai nella bolletta: chi rimborsa chi non deve pagare? Dal momento che l’importo del canone Rai da luglio sarà prelevato automaticamente nella bolletta elettrica, può succedere che chi ha diritto all’esenzione debba essere rimborsato: da parte di chi, dello Stato o del gestore della società elettrica? E’ questo l’oggetto dl contenzioso che divide ministero dell’Economia e società elettriche.

Può succedere infatti che il canone venga addebitato anche a una famiglia che non abbia il televisore o sia sotto una certa soglia di reddito. Aldo Fontanarosa fornisce su Repubblica il quadro normativo attuale, fermo all’ultima bozza del decreto attuativo.

L’articolo 6 del decreto attuativo regola i rimborsi al cittadino che paga il canone tv per errore. Supponiamo che una famiglia dimentichi di segnalare all’Agenzia delle Entrate di non avere in casa il televisore. La sua bolletta elettrica sarà ricaricata della rata dell’imposta televisiva e onorata – immaginiamo – in modo automatico attraverso il conto corrente bancario. A quel punto, la famiglia si accorge di aver pagato anche la gabella televisiva e ne chiede il rimborso. Altra ipotesi. Marito e moglie hanno un solo reddito, un’unica entrata di 8000 euro lordi l’anno (o inferiore). Lui, il capofamiglia, ha più di 75 anni. La legge li esenta dal versamento del canone tv che invece hanno pagato per un anno. Ne chiedono il rimborso. (Aldo Fontanarosa, La Repubblica)

Il ministero dell’Economia vuole che a sobbarcarsi l’onere del ristoro dell’imposta non dovuta sia il gestore elettrico, con la promessa di un compenso per il servizio. I gestori invece continuano a voler modificare la norma che nella bozza del decreto conferma l’assegnazione alle società elettriche dell’onere risarcimenti. Al momento si tratta, con i gestori che rivendicano la loro oggettiva estraneità ai rimborsi non agendo  – legge alla mano – da sostituti di imposta.

E’ possibile che un forfait economico adeguato convinca le società elettriche, per il resto del tutto contrarie. Secondo l’associazione delle società elettriche, infatti, “resta l’incomprensibile diniego da parte del legislatore di remunerare i venditori per i costi (diretti e indiretti) che patiranno con quest’operazione”.