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Carlo Cracco, niente processo per piccione cucinato in tv

MILANO – Sembra destinata a finire archiviata la denuncia presentata da un associazione animalista, l’Aidaa, contro Carlo Cracco che lo scorso gennaio, durante una puntata di Masterchef aveva cucinato un piccione. La Procura di Milano, infatti, secondo quanto riporta il quotidiano ‘Il Giorno‘, ha chiesto l’archiviazione del procedimento sulla scorta del fatto che la normativa tutela il piccione selvatico e non quello d’allevamento che non gode di una particolare protezione.

La denuncia degli animalisti era per istigazione a delinquere in quanto lo chef avrebbe potuto spingere “altri cittadini a compiere tali crimini in violazione delle normative europee e nazionali in materia di fauna selvatica”. Nei giorni successivi alla trasmissione, una quindicina di persone, che si erano definite ‘vegani’, aveva manifestato davanti al ristorante di Cracco, a Milano al grido di ‘è un assassino perchè cucina animali’. Il gruppo aveva lanciato slogan per una decina di minuti e se n’era andato prima dell’arrivo della Polizia.

Racconta il Giorno:

Nella puntata incriminata, lo chef di origini venete aveva cucinato un piatto gourmet come dimostrazione per i concorrenti. Tanta bastò agli animalisti per denunciarlo non solo per la violazione della normativa europea ma anche «per istigazione a delinquere» avendo spinto «altri cittadini a compiere tali crimini in violazione delle normative europee e nazionali a tutela della fauna selvatica». La legge, però, distingue tra piccione e piccione. Se l’animale non è selvatico ma di allevamento, non gode di alcuna particolare protezione. E proprio la mancata prova sulla “selvatichezza” della vittima di Cracco, potrebbe aver spinto la procura a chiudere il caso in pochi giorni.

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  • Carlo Cracco (foto Ansa)Carlo Cracco (foto Ansa)
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  • (Foto LaPresse)
  • Carlo Cracco
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