Blitz quotidiano
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Crozza DiMartedì: Parlamentari che si tagliano lo stipendio? Come se Rocco Siffredi si tagliasse il ca…

La copertina di Maurizio Crozza a DiMartedì del 25 ottobre 2016 è dedicata al tema del taglio degli stipendi ai parlamentari, proposto dal Movimento 5 Stelle e per il momento rinviato. Crozza per la copertina del programma di Floris su La7 ha indossato i panni di Matteo Renzi (parrucca, dentini e camicia bianca), ma prima ha mandato in onda una registrazione del 2012 (durante la campagna per le primarie Pd poi vinte da Bersani) in cui Renzi ospite di Lilli Gruber diceva che i parlamentari avrebbero dovuto, loro per primi, tagliarsi lo stipendio per dare il buon esempio. Poi Crozza-Renzi spiega perché è andata diversamente:

Sarebbe stata una vittoria politica del Movimento 5 Stelle… Il bene del Paese non è la priorità del Paese. Se pensa che io ho stanziato 600 milioni in Campania e 90 milioni per il Molise che sono due regioni che sono per il no al referendum… Io? Che non so manco dov’è il Molise, l’ho dovuto chiedere a Delrio, si sta documentando anche lui…”

Poi Crozza smette di imitare Renzi, toglie parrucca e dentini e ritorna sulla questione taglio degli stipendi, spiegando perché è una cosa che non succederà mai, nonostante gli auspici del cardinal Bagnasco:

“Oggi alla Camera si è discussa la proposta del Movimento 5 Stelle per dimezzare lo stipendio ai parlamentari. Hanno rinviato il voto. Ma per forza, ma dimmi come fa un deputato a votare per ridursi lo stipendio? È come chiedere a Rocco Siffredi di tagliarsi il ca… Non è che gli convenga tanto… Sono cose innaturali, è come vedere Travaglio (ospite in studio) applaudire la Boschi alla Leopolda… Piuttosto si taglia il ca… anche lui.

Eppure io sul voto di oggi alla Camera un po’ ci speravo. Ma pensa che bello se oggi la discussione fosse stata così: “Onorevoli colleghi guardiamoci in faccia, il Paese è in crisi, tagliarsi metà stipendio è un errore, perché dobbiamo toglierci il 75% dello stipendio… Che cosa dici collega?”… “Guarda, posso dirti? A me per vivere basta un decimo dello stipendio”… “A me datemi i voucher”… “Io non voglio niente, mi spoglio come san Francesco, prendetemi tutto, toh bastardi, tenete”…

“E invece no. Nemmeno questa volta ci hanno stupito. Peccato. Anche il cardinale Bagnasco aveva detto che tagliarsi lo stipendio sarebbe stato un buon segnale. Certo, anche pagare l’Imu sui beni di proprietà della Chiesa sarebbe stato un buon segnale… Ma si vede che Bagnasco preferisce dare un buon segnale alla volta”.