Blitz quotidiano
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Domenica Live, Michele Placido racconta: “Con Al Bano…”

ROMA – “Mio zio Alessandro – racconta, intervistato da Domenica Live, Michele Placido – era un prete missionario, una figura che ammiravo e cui mi ispiravo. Un giorno gli dissi che volevo diventare come lui e lui mi portò in collegio. A 9 anni dunque lasciai casa e andai via…”. Finché poi, a 13 anni: “Sono sempre stato una persona vera, schietta. Il mio confessore mi disse che mi vedeva distratto e io spiegai che vedendo suor Immacolata, non la vedevo più come una suora. E allora mi dissero che quella non poteva essere casa mia”.

Placido è sorridente e quasi commosso: “E’ la prima volta che una tv mi rende omaggio partendo dalle radici senza puntare sul glamour e basta”. Nella vita Placido ha avuto tre donne importanti e cinque figli. “Cinque figli… – scherza – be’ aspettiamo dai, Charlie Chaplin l’ultimo lo ha avuto a 75″.

E ancora: “Anche se la gente mi diceva e mi dice che Federica è troppo giovane, ormai è da 15 anni che stiamo assieme. Io ho avuto tre matrimoni, il primo con Ilaria, una cara ragazza che mi accolse a Roma, ma eravamo diventati fratello e sorella, tanto che la Sacra Rota annullò l’unione”.

Poi arrivò Simonetta (Stefanelli, attrice anche lei, ndr) da cui nacquero tre figli: Violante, Michelangelo e Brenno. “Lei era talmente bella che fu come un dono di Dio cui non seppi dire di no. Bellissima, ma forse non era la donna della mia vita”. “Il sentimento più completo – spiega Placido – è quando riesci ad avere una persona accanto che non è solo sentimento o affinità elettive, come direbbe Goethe, ma anche avere passioni in comune. Con Federica è così”.

Arriva poi la telefonata dell’amico Al Bano. “Io e Al Bano ci vediamo spesso, perché amiamo la nostra terra. Lui è un benefattore per la Puglia, con le esportazioni dei suoi prodotti, non è solo un grande artista”.

Assieme al cantante di Cellino San Marco si ricordano i tempi de La Piovra e del commissario Cattani, il personaggio cui – nonostante una grande carriera – è forse rimasto più legato. “La puntata della morte del commissario Cattani fece 17 milioni di spettatori in Italia, ma – spiega Placido – in Russia il numero saliva fino a 80 milioni”.

“Mi raccontarono le mie sorelle – sorride Placido – che mia mamma quella sera pianse come se avessero ucciso davvero me, non Cattani”.