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Ezio Greggio: “Il segreto di Striscia la notizia è…”

Ezio Greggio e Enzo Iacchetti (foto Ansa)

Ezio Greggio e Enzo Iacchetti (foto Ansa)

ROMA – Qual è il segreto di Striscia la notizia? Risponde Ezio Greggio, intervistato dal Corriere della Sera: “Semplice, Antonio Ricci non ha riguardi per nessuno, è irriverente con tutti, e il pubblico lo riconosce”. E ancora: “È una trasmissione che non guarda in faccia a nessuno, Berlusconi compreso, e non c’è mai stata una campagna o una battuta che non ho sentito come mia”.

Sempre su Striscia, Greggio aggiunge: “Alla fine è davvero una trasmissione non facile e, in definitiva, nonostante i molti conduttori che si sono alternati, se ne ricordano pochi. Penso che il pubblico veda se stai leggendo una notizia o se l’hai fatta tua, aggiungendo forza e credibilità, mettendoci quel tocco in più“. Dunque una battuta sul possibile arrivo dei francesi di Vivendi, che da tempo hanno messo Mediaset nel mirino: “Se parliamo di televisione, non trovo questo granché di meglio nei francesi: papale papale, sono obsoleti e autoreferenziali. Ma la Francia – aggiunge diplomatico – ha una tradizione di grande rispetto nei confronti del teatro e del cinema e lì hanno continuato a rinnovare”.

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“Di Striscia puoi dire tutto e il contrario di tutto. Ma non che abbiamo alimentato noi il qualunquismo: no, non è proprio vero. Lo hanno fatto i politici, la burocrazia, un certo ottuso statalismo. Noi siamo persone serie, rispettabili e precise, come devono essere i comici”. Dunque gli si chiede un parere su Grillo, ed Ezio spiega che “per me ha fatto un’altra scelta che rispecchia la sua natura di grande provocatore (…). L’ha fatto forse perché si stava rompendo le balle e credo davvero che si tratti un’enorme provocazione”.

Dunque, sempre su Grillo, aggiunge che “ti può piacere o non piacere, poi, quello che fa il Movimento 5 Stelle, ma ormai nella politica italiana non si capisce più niente, nemmeno dove stiano la destra e la sinistra. Guarda l’ultimo referendum: da una parte c’era Renzi, e dall’altra un gruppo così eterogeneo che giusto con Rocco Siffredi sarebbe diventato l’ammucchiata più storica degli ultimi anni. Non è che con questo dico che preferissi Renzi, oppure che mi piacciano Grillo o Salvini – premette -. Mi limito a fare l’osservatore. In ogni caso, non sarei affatto preoccupato se al potere salisse un comico: il potere si presta sempre e comunque a fare satira”. E ancora: “Parlando di Grillo, sono convinto che sia davvero in buona fede, che pensi di cambiare l’Italia. Così come penso che anche Renzi abbia realmente provato ad operare un cambiamento”.

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