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Flavio Insinna contro Ezio Greggio e Michelle Hunziker. Striscia la notizia risponde col VIDEO del Tapiro mai dato

Flavio Insinna contro Ezio Greggio e Michelle Hunziker. Striscia la notizia risponde col VIDEO del Tapiro mai dato

Flavio Insinna contro Ezio Greggio e Michelle Hunziker. Striscia la notizia risponde col VIDEO del Tapiro mai dato

ROMA – Flavio Insinna rifiuta il Tapiro d’oro di Striscia la Notizia e accusa Ezio Greggio di essere un evasore fiscale, il conduttore Mediaset e gli autori della trasmissione si difendono. Lo sfogo fuorionda di Insinna era stato trasmesso proprio da Striscia e aveva creato numerose polemiche per via degli insulti ai concorrenti di Affari Tuoi. Insinna ha rifiutato il tapiro di Valerio Staffelli (finora non andato in onda, ma il video è stato pubblicato sulla pagina Facebook del conduttore Rai), spiegando di non poterlo prendere, se non “quando vedo il tapiro consegnato al signor Ezio Greggio attapirato per l’indagine della Guardia di Finanza. Ci fate la morale da tanti anni, però per predicare bisogna essere sul pulpito a ragione”.

Insinna ha anche puntato il dito contro Michelle Hunziker: “E non lo prendo perché la battuta della signora Hunziker è stata estremamente infelice: augurare 10 anni di galera, non si augurano a nessuno, a meno che non sia un bandito acclarato, un p******o, un figlio di…”. A stretto giro è arrivata la risposta dall’entourage di Ezio Greggio: “Ascoltate e lette le diffamatorie dichiarazioni del sig. Flavio Insinna, precisiamo che il sig. Ezio Greggio non solo non ha mai evaso le imposte, sempre pagate in Italia fino all’ultimo centesimo, ma, chiariti i passati equivoci, intrattiene un rapporto corretto e trasparente con le istituzioni fiscali”.

Secondo Insinna il conduttore è “a corto di argomenti” e “cerca di azzerare i fuori onda sul suo comportamento in studio durante le registrazioni di Affari tuoi, dove arriva a spingere per taroccare la trasmissione eliminando il pacco X e alterando la scelta dei concorrenti”. “Arrampicandosi sugli specchi – scrive Striscia in un comunicato – ripesca la storia del Tapiro, da lui respinto nel 2013, già ampiamente chiarita nel maggio 2015. Il Gabibbo, infatti, era stato costretto ad acquistare mezza pagina dal Corriere della sera per spiegare al rosicone (in Rai avevano premiato Striscia e non lui) che il servizio sul Tapiro non era stato messo in onda perché “lei pronunciava delle frasi che, a detta dei legali, le avrebbero attirato una denuncia penale”. Denuncia che senz’altro arriverà dopo che ieri sera, su Facebook, ha dato dell’evasore fiscale a Ezio Greggio, nel disperato tentativo di difendersi. In ogni caso Insinna non ha mai risposto alle domande del Gabibbo e non ha mai commentato le due sentenze che davano ragione a Striscia”.

San raffaele

“Ecco – continua Striscia – le domande rimaste senza risposta: “Signor Insinna, come è possibile che in un gioco basato sul caso, la voce “premi” del budget si ripeta uguale all’anno prima (al 21 maggio, ad Affari tuoi sono stati vinti 8.274.404,04 euro nella scorsa stagione e 8.176.162,71 euro in quella attuale)? Come fa tutte le sere ad avere i pacchi più alti alla fine? C’entra forse il fatto che ai colloqui con i concorrenti vengano chiesti i “numeri fortunati” e la cifra di cui hanno assolutamente bisogno? È al corrente che in tal maniera la partita può essere pilotata all’insaputa del concorrente e forse anche del conduttore?”. Continua il Gabibbo: “Perché Insinna, che fa tanto l’isterica ganassa, non si è mai battuto affinché i rappresentanti dei consumatori fossero presenti a controllare il determinante momento dell’accoppiamento premi-pacchi? Come mai Massimiliano Dona dell’Unione consumatori, che aveva documentato le “taroccate” di Affari tuoi, non è mai più stato invitato in trasmissione, nonostante il tribunale gli avesse dato ragione?”.

Striscia ricorda anche che: “Le azioni legali fra Striscia e Affari tuoi sono state due, avviate entrambe dalla Rai. La prima si è conclusa con la sentenza del gup del tribunale di Roma Tiziana Coccoluto, risalente al 14 ottobre 2013, che rileva: “L’intero format di Affari Tuoi aveva scelto tecniche procedurali e tecniche di controllo che non garantivano la dovuta trasparenza”. Per quanto riguarda la seconda azione legale, la Corte d’Appello della prima sezione civile di Roma, risalente al 6 febbraio 2015, ha stabilito che, “esclusa la natura diffamatoria delle trasmissioni informativo-satiriche di Striscia la notizia, la domanda risarcitoria per diffamazione, presentata dalla Rai per tale causale, deve essere totalmente rigettata nel merito” e condanna sempre la Rai al pagamento delle spese processuali”.

“Quindi – conclude – è stato anche stabilito da un tribunale che Striscia non ha mai diffamato Affari tuoi. Per quanto riguarda il mellifluo Insinna, ci pensa già lui a rovinarsi da solo: ha condotto l’estate scorsa una disastrosa trasmissione sportiva, ha fatto flop al sabato sera con la trasmissione di Veltroni, da febbraio ha condotto l’insulsa trasmissione Dopo-fiction ed è riuscito anche a mandare in malora Affari tuoi, nell’ultimo anno stracciata regolarmente da Striscia. Striscia la notizia fa solo quello che ha sempre fatto, svelare i tarocchi e i taroccatori”.

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