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Gerry Scotti: “Berlusconi e la mia rivincita al funerale di Vianello”

MILANO – Gerry Scotti oggi è uno dei conduttori televisivi di maggiore successo. Ma all’inizio della sua carriera anche Silvio Berlusconi aveva dubbi sul suo potenziale. Almeno questo è quello che il presentatore Mediaset ha raccontato in una intervista a Gq Italia.

“La prima volta che lo incontro mi squadra da capo a piedi e dice a Cecchetto: Ma questo è uno molto normale, sembra un ragioniere brianzolo. Trent’anni dopo, al funerale di Vianello, mi abbraccia: Quando accendo la tv e vedo la tua faccia mi sento a casa. Piccole rivincite”.

“In trent’anni di Mediaset ho avuto inevitabilmente anche momenti brutti, e lì arrivavano con un foglio bianco a dirmi: Scrivi quante prime serate vuoi fare, quante puntate di preserale e quanti soldi vuoi. A un editore così è difficile dire addio”.

Poi una battuta sul vitalizio al quale ha rinunciato: “Sì, ma la legge non lo permette. Quindi fra sette anni dovrei iniziare a percepire la pensione, cosa che mi mette molto a disagio. Spero che cambino le regole prima di allora, altrimenti devolverò il vitalizio alle famiglie delle vittime delle forze dell’ordine”.

Gerry Scotti, conduttore televisivo di 57 anni, è stato eletto alla Camera dei deputati alle politiche del 1987 quando era candidato nel collegio di Milano nelle file del Partito Socialista Italiano, allora guidato da Bettino Craxi. La sua carriera di deputato finì cinque anni dopo, nel 1992.

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