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Giancarlo Magalli: “Adriana Volpe parla troppo. Come posso essere diventato un mostro dopo tanti anni?”

Giancarlo Magalli: "Adriana Volpe parla troppo. Come posso essere diventato un mostro dopo tanti anni?"

Giancarlo Magalli: “Adriana Volpe parla troppo. Come posso essere diventato un mostro dopo tanti anni?”

ROMA  –  Giancarlo Magalli torna sulla querelle con la collega (ormai ex) de I fatti vostri, Adriana Volpe: “Sulle spalle ho più di 12mila ore in onda, posso essere diventato il mostro di Milwaukee negli ultimi tre mesi?, dice il conduttore, intervistato dall’Ansa in occasione del suo settantesimo compleanno. In tanti anni non ho mai litigato con nessuno, forse un pochino solo al tempo con Heather Parisi. La Volpe dice un po’ troppo e non la sto a sentire”.

Quel che è certo è che nella prossima stagione la Volpe non ci sarà. “Ci sarà qualcosa di nuovo e qualcosa di ‘vecchio’. Diciamo che il più vecchio sono io”, racconta ridendo Magalli. “In squadra – prosegue – avremo Giò Di Tonno per la musica, Umberto Broccoli per il costume e Paolo Fox per l’oroscopo. Tra le novità, torna un gioco storico come quello del Camioncino. Avremo molta attualità e approfondimento. E anche una donna, che non dico, perché non so ancora nemmeno io chi sarà. Come mi preparo? Come faccio da 27 anni, con la sicurezza che la gente ci aspetta. Ci guardano fino all’estero. Una volta – prosegue – in aereo incontrai un tunisino che ci seguiva in tv dal suo Paese. Gli chiesi come mai, cosa capisse e lui: ‘meglio la tv italiana senza capire che quella tunisina capendo'”.

Ma intanto oggi non si pensa al lavoro e si festeggia un compleanno importante come i 70 anni. “I bilanci sono sempre positivi”, racconta lui, nato come autore in teatro con Pippo Franco e subito in tv (firmando, tra gli altri, anche Fantastico e gli storici Pronto Raffaella? con la Carrà e Pronto, chi gioca? con Enrica Bonaccorti), diventato presto anche conduttore e poi attore, doppiatore, sceneggiatore e persino carabiniere e agente di polizia municipale onorario, fino alla nomina nel 2007 a commendatore al merito della Repubblica.

“All’inizio – dice – lavoravo più che potevo, come negli anni di Giochi senza frontiere. Credo di aver cominciato a ‘frequentare’ la mia prima figlia quando ormai aveva 10 anni. Il mio orgoglio? Intanto di esserci ancora – sorride – Quanto ai programmi, forse Non stop, perché mi diede la patente come autore tv e lanciò molti artisti nuovi. Come conduttore, invece, Papaveri e papere: fu un successo inaspettato, clamoroso, per di più accanto a Pippo Baudo. Ma in generale sono soddisfatto di ciò che ho costruito. Di 60-70 programmi che ho realizzato, ne butterei giù forse solo un paio”.

Ma attenzione, avverte: “Vorrei smentire la notizia che voglio lavorare fino a cent’anni. Tutte queste energie vorrei metterle in cose che mi piace fare. Vorrei godermi la vita, viaggiare. Ho iniziato negli anni ’60: l’Inps ormai si regge sui miei contributi. Prima di andare in pensione, poi, mi piacerebbe lavorare anche a un altro programma, magari parallelamente a I fatti vostri. Ci penso ogni volta che incontro gruppi di lavoro che mi piacciono, come la Gialappa’s”.

Nuove proposte? “Oggi non ti dà retta nessuno – risponde Magalli – La nuova classe dirigente ha perso la capacità di immaginare come verrà un programma se non gli fai prima vedere il numero zero, il dvd, gli ascolti in Francia. Per fare un programma nuovo devo prima andare a realizzarlo in Olanda”.

 

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