Blitz quotidiano
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Giorgio Mastrota: “Renzi come me? C’è del vero…”

ROMA – Dall’esordio con Gianfranco Funari nel 1991 a oggi, Giorgio Mastrota racconta in un’intervista al Giornale di non avere nessun rimpianto sulla sua nuova vita televisiva. Anzi rivendica la scelta strategica fatta in un momento di potenziale crisi, quella che può colpire tanti personaggi dello spettacolo quando si ritrovano a decidere se aspettare l’occasione d’oro o ripiegare su una mansione solo apparentemente meno prestigiosa.

E se poi si pensa a quanti soldi Mastrota porti a casa, ci sarebbe ben poco da star tristi. Secondo Dagospia, il televenditore di Mediaset riuscirebbe a guadagnare all’anno circa 850 mila euro. Un cifrone che lui nega in parte: “È una cifra irreale – ha detto – Ma comunque guadagno molto bene”. Chi fa il suo lavoro di certo non vive l’assillo degli ascolti, ma non mancano i problemi: “Anche noi abbiamo il nostro borsino. Una sorta di fixing che risente anche di quanto accade nel mondo”. Insomma una strage terroristica potrebbe creare qualche problema: “È così. Quando nel Paese si crea un clima di allarme, le vendite calano”.

Il nome di Mastrota è stato usato anche per commentare i metodi comunicativi di Matteo Renzi. Un paragone che lo stesso showman conferma: “C’è del vero. Renzi a volte si rivolge alla telecamera con l’atteggiamento di chi dice ‘venghino signori, venghino…’. Ma tra me e lui c’è una profonda differenza. Io posso vendere i miei articoli aggiungendo la postilla soddisfatti o rimborsati. Lui no”.