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Gomorra 2: personaggi, tutto quello che c’è da sapere FOTO

ROMA – Il dominio degli Scissionisti è, innanzitutto, la fine della monarchia assoluta dei Savastano e la creazione di una sorta di federazione di stati, alleati e con regole comuni e condivise ma sostanzialmente indipendenti, ognuno con un proprio capo, un proprio esercito e un proprio territorio all’interno dell’area di Scampia-Secondigliano. E così Ciro Di Marzio, “l’Immortale”, e gli eredi dei capi piazza dei Savastano. Gomorra, il secondo capitolo della serie cult targata Sky, sbarca su Sky Atlantic (e su Sky Cinema 1 Hd) da domani ogni martedì alle 21.10 per un totale di 12 episodi. Prodotta da Sky Atlantic, Cattleya e Fandango in associazione con Beta FilmGomorra.

Ma già si sta scrivendo la terza e la quarta stagione e si sta lavorando ad una serie tratta da un altro libro di Saviano, ZeroZeroZero, lo scrittore presente alla conferenza stampa di Gomorra 2 nella sede del Teatro dell’Opera conferma. “Gomorra – spiega l’attore Marco D’amore (Ciro Di Marzio) – è come un racconto epico, come l’Iliade o l’Odissea. Non idealizziamo il male ci limitiamo a raccontare gli accadimenti, lasciamo che sia lo spettatore a trarne le conclusioni per poi, una volta finita la visione della serie, tornare alla realtà di tutti i giorni per interrogarla e interrogarsi”.

Quattro i registi per il secondo capitolo di Gomorra (Stefano Sollima, che cura anche la supervisione artistica, Claudio Cupellini, Francesca Comencini e Claudio Genovesi). Il momento della resa dei conti è arrivato, la serie riannoda le fila con la prima, e ci porta in un viaggio dove si entra nell’anima di questi personaggi senza redenzione, senza speranza. Confermatissimi oltre ad Amore tutto il cast: Salvatore Esposito, Fortunato Cerlino (Don Pietro) e Marco Palvetti, ma spiccano le new entry Gianluca Di Gennaro, e l’ingresso di due nuove dark lady dopo la morte di donna Imma: Cristiana Dell’Anna (Patrizia Santoro) e Cristina Donadio (Scianel). Sollima fa notare: “Quando abbiamo iniziato la seconda stagione, abbiamo ignorato le aspettative. Abbiamo fatto finta di niente. Siamo ripartiti con qualche sicurezza in più rispetto a rischi come il linguaggio (napoletano stretto), l’assenza di realismo e il crudo realismo”.

Roberto Saviano, autore del romanzo da cui è stata tratta la serie, spiega che “per la prima volta si parla di potere e di come accadono certe cose attraverso il potere di una famiglia. Prima queste dinamiche non venivano approfondite. Raccontiamo mondi e meccanismi. Non mi spaventa, raccontare una contraddizione significa provare a risolverla, non parteggiare per essa. Si continua a prendersela con chi racconta il Male e non con il Male stesso. È un vizio – ribadisce – italico”. Fortunato Cerlino, il boss Pietro Savastano, ha spiegato che nonostante detestasse moralmente il suo personaggi “la cosa più bella quando sono iniziate le riprese è stato ritrovarsi in famiglia. Pietro lo avevamo lasciato che evadeva e ora è pieno di rabbia a guardare la parte più nera di se stesso”.

L’hanno messo in ginocchio. Ma il leone ruggisce ancora e, in attesa di riprendersi il trono, si alimenta di odio e tesse nuovi piani di vendetta nei confronti di coloro che lo hanno spodestato. Il figlio Genny Savastano (Salvatore Esposito) è sopravvissuto, troverà in sé la forza per risorgere ancora una volta. E per tornare a combattere per riprendersi ciò che è suo di diritto. Ci sono nuove alleanze, dice Marco Palvetti (il boss Salvatore Conte). “Sarò più spietato che mai con Ciro cercheremo di sparigliare gli equilibri, nuovi scenari tra le famiglie”. Patrizia Santoro fa notare: “E’ stato catartico entrare in quel ruolo. Le donne hanno un ruolo importante nel tessuto narrativo”. Cristina Donadio spiega: Scianel “è una donna che vuole solo il potere. Ormai quelle femminili sono nel tessuto di quel sistema perché molti uomini sono in galera: molte scendono in campo per salvaguardare la famiglia, io ci scendo per per il potere”.

Andrea Scrosati, EVP Programming Sky, fa notare: “All’inizio, quando parlavamo del progetto della serie qualcuno diceva che una storia del genere non l’avrebbero vista neanche a Roma. Gomorra – La serie è stata venduta ad oggi in oltre 130 paesi. Se con Romanzo Criminale è come se avessimo fatto il liceo del rischio, Gomorra è stata l’università, adesso forse possiamo dire che siamo laureati. Non smetteremo di prendere rischi, perché è il contributo che Sky può dare al mercato. Continueremo a prenderci rischi sia creativi che produttivi, puntiamo in questa direzione anche nei prossimi anni”. La serie, venduta ad oggi in oltre 130 paesi – con la lista in costante crescita – è attesa ad agosto negli USA su Sundance TV.

FOTO ANSA.

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