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Mafia in tv: a Palermo le riprese di tre fiction su Cosa Nostra

Mafia in tv: a Palermo le riprese di tre fiction su Cosa Nostra

PALERMO – La mafia torna in tv Lo fa con tre fiction che ricordano Libero Grassi, l’imprenditore ucciso nel 1991 per non aver ceduto al racket delle estorsioni, Mario Francese, cronista del Giornale di Sicilia ammazzato nel 1979, ed Emenauela Loi, l’agente della scorta di Paolo Borsellino morta nell’attentato di via D’Amelio.

Le tre fiction, prodotte da Mediaset con la regia di Pietro Valsecchi (lo stesso che ha annunciato una discussa fiction sulla tragedia dell’hotel Rigopiano), fanno parte della serie “Liberi sognatori. Le idee non si spezzano mai” insieme ad un quarto film su Renata Fonte, assessore comunale uccisa in Salento. Come spiega Laura Anello su La Stampa, si stanno girando proprio in questi giorni a Palermo.

 

Adesso è l’ora degli eroi rimasti tra le pieghe della grande storia, “persone cui si intende restituire voce e dignità, dopo anni di ingiusto isolamento istituzionale e oblio mediatico”, come spiega il produttore Pietro Valsecchi. E basta guardare negli occhi Giulio Francese, figlio di Mario, per capire che cosa significhi adesso questo film: “Per me si realizza un sogno: finalmente si torna a parlare di mio padre e di mio fratello Giuseppe, si raccontano uomini di grande passione, bontà e tenacia”, dice.

(…)Il film, con Claudio Gioè nei panni di Mario Francese e Marco Bocci in quelli di Giuseppe, vede il primo combattere la sua battaglia di verità sulla mafia emergente, quella dei Corleonesi, in una città dove i boss andavano a braccetto con l’alta società, e il secondo proseguire quella lotta nel nome di un padre visto morto a dodici anni sotto casa.

Un destino simile a quello di Alice e Davide Grassi,

i figli di Libero e di Pina, la donna che continuò la battaglia del marito dopo che lui, nel 1991, era stato ucciso nel silenzio delle istituzioni e dei colleghi imprenditori per non avere ceduto al racket delle estorsioni. Una battaglia solitaria anche la sua, fino al 2004, quando Palermo si svegliò tappezzata da una scritta: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Era nato Addiopizzo. “Potrebbero essere i miei nipoti, perché la pensano come me”, sorrise lei, scomparsa l’anno scorso. Giorgio Tirabassi, che dà il volto a Libero Grassi nel film, è crollato sul marciapiede l’altro giorno in via Sammartino nella scena del delitto, a un paio di chilometri di distanza dal vero luogo dell’agguato.

C’è poi la storia di Emanuela Loi, unica donna poliziotto uccisa dalla mafia, e interpretata da Greta Scarano:

Uno scricciolo di 24 anni arrivato dalla Sardegna alla Sicilia nel pieno delle stragi, una ragazza schierata nella scorta di Borsellino, e morta dilaniata dalla bomba che uccise il giudice un quarto di secolo fa.

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