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“N.E.G.R.A.”, la canzone provocatoria di Cecile a Sanremo

"N.E.G.R.A.", la canzone provocazione di Cecile a Sanremo

Cecile a Sanremo

ROMA – “Negra, negra, negra, ma se mi vedi nuda vado bene anche se sono negra, negra”. Cecile, tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo, ha presentato una canzone fortemente provocatoria che però è stata eliminata nella sfida contro Chiara Dello Iacono, con una canzone in stile Arisa.

N.E.G.R.A. è stata sconfitta con il sessanta per cento delle preferenze. Evidentemente Sanremo non è il palco adatto per una canzone dal testo così crudo.

Questo il testo della canzone:

In un mondo che si muove più lentamente della gente che lo abita

Cecile, Rafé,

se ti togli i paraocchi la visuale l’ampli

che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti (sarà perché qualcosa in lei mi fa paura )

se ti togli i paraocchi la visuale
 l’ampli

che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti

A te che guardi il mio colore come fossi extraterrestre

alla mamma che mi nota e stringe i figli a sé.

A chi all’asilo mi faceva già strane domande

come ad esempio che colore avessi il sangue.

A chi commenta di nascosto e crede non lo senta
:

“non ho niente contro ma c’è troppo differenza”.

A chi ha la Barbie con la pelle bianca dai sessanta

La mia io l’ho aspettata sino al 1980.

C’è chi si vanta di ideali dove negri ed omosessuali

indifferentemente sono tutti uguali,

cioè diversi e in quanto tali

sono da trattare differentemente dai normali 
e questo fa paura.

Chiudo bocca e occhi nella notte oscura

e hai paura
 perchè sono troppo scura “troppo scura”

mi consideri soltanto per un’avventura

ma non consideri la mia natura perchè sono

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a

ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda

vado bene anche se sono

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a

ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda

non te ne frega più

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a

ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a

ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda

non te ne fotte più

se ti togli i paraocchi la visuale l’ampli

che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti (sarà perché qualcosa in lei mi fa paura)

se ti togli i paraocchi la visuale
 l’ampli

che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.

mi inviti a cena ma soltanto se mi paghi

alla fermata ti sorrido e non mi caghi

è da una vita che combatto contro i vecchi

nemmeno Harry Potter vince contro questi maghi

dell’ignoranza pieni di ignoranza

conta l’apparenza

però in fondo manca la sostanza 
quanta indifferenza

e piango sola dentro alla mia stanza

non preoccuparti della n.e.g.r.a. quando è triste prende danza

luoghi comuni deleteri ancora più tristi dei cimiteri

una bambina che sembra ieri ancora credevo nei desideri

già percepivo disagi reali e seri

e chi li creava eri sempre tu

altro che Balotelli, altro che?

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
non te ne frega più

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a 
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 non te ne fotte più

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
non te ne fotte più.

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