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Perché gli elettrodomestici durano poco? Il servizio de La Gabbia

Perché gli elettrodomestici durano poco? Ecco il servizio de La Gabbia

ROMA – Si chiama “obsolescenza programmata“. Infatti accanto agli ingegneri che costruiscono gli elettrodomestici ce ne sono altri che ne progettano la rottura. Il servizio di “La Gabbia Open”, su La7, illustra l’argomento con interviste a esperti informatici che spiegano come si fa, con un semplice microchip, a stabilire quanto deve durare un cellulare, un televisore o una lavastoviglie.

Ma esiste davvero un complotto tra grossi gruppi industriali per rendere gli oggetti che acquistiamo inutilizzabili prima del tempo?

“È alquanto strano che esista una strategia di qualche marchio perché i proprio elettrodomestici si guastino facilmente”, spiega Davide Rossi, direttore generale di Aires, associazione che riunisce le principali catene e i maggiori gruppi attivi nella vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia, a Life Gate. “In un mercato fortissimamente concorrenziale come questo è inimmaginabile. C’è talmente poca collaborazione tra le varie marche che invece pensare ad un accordo a livello globale per far si’ che tutti si mettano d’accordo è improbabili”.

Sta di fatto che certi elettrodomestici anni fa “duravano di più”. Ma si trattava di oggetti molto costosi, certo di qualità, ma con un ventaglio di possibili acquirenti estremamente ridotto. Con l’avanzare della tecnologia e della progettazione gli stessi oggetti, i materiali impiegati, il loro peso, l’efficienza dei componenti sono cambiati nel tempo.

In questo modo una parte di tecnologia è diventata accessibile ai più, dovendo sacrificare però la qualità di alcuni componenti. Esistono infatti sul mercato prodotti più costosi della media che durano di più dei concorrenti.

“Sono gli stessi consumatori a chiedere prodotti che funzionino sempre meglio, che consumino meno, insomma che siano migliori dei precedenti”, continua Rossi.

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