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Rai, Siddi: ripensare le scelte…si parla di Veltroni, Lerner, Buttafuoco…

ROMA – Non si può voltare pagina alla Rai se poi nel palinsesto si ritrovano sempre “i soliti noti, specie nell’informazione”. Franco Siddi, consigliere Rai ed ex segretario della Fnsi, non usa giri di parole, né ha paura di fare nomi e cognomi. Per Siddi è necessario ripensare le scelte, a partire da Walter Veltroni, Gad Lerner e Pietrangelo Buttafuoco, adatto come ospite ma non come protagonista di un programma.

Una giornata lunga di lavoro quella svolta dal Cda della Rai, che si è riunito con i direttori delle reti per definire il palinsesto autunnale e invernale. Riunione che diversi partecipanti hanno poi definito anche ‘calda’, nel senso che di problemi da affrontare ce n’erano diversi.

C’è stato “un vero confronto di merito”, e “ovviamente” con esso sono emerse anche “delusione e irritazione abbastanza diffusa”, proprio per le scelte che starebbero maturando sul capitolo informazione. Tra quanti muovono critiche e hanno preso posizione c’è il dubbio che “non ci sia ancora l’Italia nuova, il pensiero dell’Italia di oggi non lo vediamo”.

E si è parlato anche di Walter Veltroni, per il quale sarebbe pronto un programma su Rai1, in autunno in prima serata il venerdì o il sabato, oltre che di Gad Lerner, Pietrangelo Buttafuoco, Giuliano Ferrara. Alla richiesta di un commento più in generale su quello che si sta profilando con i palinsesti autunnali e invernali, Siddi esplicita alcuni aspetti di quello che ritiene un punto di non svolta. E parte da Rai2:

“E’ considerata la rete più fresca e giovanile, ebbene non vediamo un elemento innovativo nel sociale, nell’artistico, nel culturale. Non possiamo stare ai soliti noti, e nello specifico penso che Buttafuoco (che si dice possa condurre un programma, ndr) non sia figura da servizio pubblico. Una cosa è essere ospite, altra cosa prim’attore di un progetto”.

Siddi insiste sempre su un tasto, che è quello dei talenti interni alla Rai,

“occorre individuarli, saperli cercare, non ci si può arrendere subito. Certo, è importante che intanto si cominci a girare pagina, la fiducia al progetto va data in quest’ottica, sappiamo tutti che il cambiamento avrà bisogno di più fasi, però i talenti interni, le risorse interne non possono essere trascurate per far posto a chi arriva da fuori”.

E per giunta “i soliti noti…”. L’ex segretario della Fnsi definisce “coraggiosa” la scelta di Daria Bignardi, di mettere mano al capitolo talk di Rai3,

“però rimane l’amaro che per fare questo si pensi forse che non ci sia nessuno capace in Rai. Sarebbe piaciuta una scelta di conduzione su un talento interno da far esplodere sugli schermi Rai come accadde a Giovanni Floris a suo tempo. Forse ha prevalso l’idea, scegliendo Semprini, di puntare sul ‘pronto subito’. Voglio credere che non accadrà più “.

Va bene tener conto dei tempi, Semprini (dimessosi da Sky Tg24 e prossimo conduttore di un talk del martedì sera che prenderà il posto di Ballarò mandato in archivio, ndr) è bravo, una sorta di ‘usato sicuro’, di utilizzo immediato, ma non c’è dubbio che sull’informazione delle reti uno sforzo di innovazione in più ci vuole, facendo sì che emergano i talenti che ci sono, e che probabilmente il direttore editoriale (Verdelli, ndr) e il direttore di rete non hanno potuto conoscere, vengano tirati fuori e messi alla prova. E’ compito primario del servizio pubblico dell’Italia che cambia”.

Siddi riconosce che

“indubbiamente c’è una spinta all’innovazione, ma con scelte non tutte coerenti. Invito il vertice aziendale e, quindi anche le reti, a prestare attenzione all’efficacia e alla spesa”.

I palinsesti verranno presentati ufficialmente martedì 28 giugno a Milano agli investitori pubblicitari, il giorno prima il cda dovrebbe tornare a riunirsi e deliberare il pacchetto definitivo e in quella sede si verificheranno gli aggiustamenti alle criticità sollevate:

“Come consiglieri abbiamo il dovere di tenere presente che la scadenza dei palinsesti ha una rilevanza per la tutela del patrimonio aziendale – sottolinea Siddi – e del suo conto economico su cui interviene per una parte la pubblicità, che determina scadenze proprio per la presentazione dei palinsesti, ma che perciò richiede massima attenzione nella spesa per gli arrivi esterni. La Rai deve far venir fuori i talenti che ha senza paura dei concorrenti e sapendo che, essendo servizio pubblico, non solo può ma deve osare di più”.