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Sanremo, le pagelle della terza serata dedicata alle cover. Vince Ermal Meta

Sanremo, le pagelle della terza serata dedicata alle cover

SANREMO – Festival di Sanremo, le pagelle della terza serata, quella dedicata alle cover, vinta da Ermal Meta con Amara Terra Mia (brano portato al successo da Domenico Modugno). Secondo posto a Un’emozione da poco di Paola Turci, terzo posto per Signor Tenente di Marco Masini. Eliminati, invece, Nesli-Paba e Raige-Luzi. Salvi Clementino, Bianca Atzei, Giusy Ferreri e Ron che tornano domani in gara.

Chiara – “Diamante” – Molto bella questa versione di un gioiello firmato Zucchero-De Gregori, con un sapore “world” grazie a un bell’arrangiamento e al contributo prezioso di Mauro Pagani prima al bouzouki e poi al violino per un solo che porta su territori poco ascoltati all’Ariston. 7

Ermal Meta – “Amara terra mia” – Una scelta coraggiosa. Giusta l’idea di percorrere una strada lontana dal pathos popolare di Modugno, più asciutta e con un altrettanto coraggioso, quanto tecnicamente impegnativo, falsetto finale. 6 1/2

Lodovica Comello – “Le mille bolle blu” – La canzone di Mina trasformata in un numero da contenitore domenicale. 5

Al Bano – “Pregherò” – Albano torna ai tempi del Clan e dei suoi esordi in stile soul di “Nel Sole”. Ormai l’acuto per lui è un impulso incontrollabile e in questa versione pucciniana c’hanno messo pure l’inevitabile schitarrata. 5

Fiorella Mannoia – “Sempre per sempre” – Con uno dei capolavori di Francesco De Gregori Fiorella Mannoia trova con naturalezza la sua cifra di interprete straordinaria, capace di rispettare l’originale e di aggiungere la cifra della sua personalità. Con la decisiva complicità al pianoforte di Danilo Rea. 8

Alessio Bernabei – “Un giorno credi” – Alle prese con la ballata di Bennato, Bernabei, con l’intonazione molto calante, sembra un ragazzo che canta al Karaoke. 4

Paola Turci – “Un’emozione da poco” – E’ bello quando un artista si diverte sul palco. Paola Turci trasmetteva il piacere di cantare questo classico di Anna Oxa scritto da Ivano Fossati. Probabilmente è stata un po’ penalizzata dall’abbassamento di tonalità, che la costringeva ad andare verso note basse che non le sono naturali. 6

Mika – Un passaggio fondato su un ottimo lavoro autorale che è diventato la pagina di un musical a base di giochi con l’orchestra, inviti alla tolleranza, un bel medley orchestrale dei suoi successi e un sentito omaggio a George Michael. Una performance da showman di alto livello. 8

Gigi D’Alessio – “L’immensità” – Un arrangiamento quasi da tango, piuttosto ostico, tecnicamente difficile, coraggioso. Notevole l’assolo di D’Alessio al pianoforte. 6

Francesco Gabbani – “Susanna” – Gabbani ha scelto un pezzo di Celentano in cui si trova molto a suo agio, così come nelle atmosfere caciarone. 6

Marco Masini – Signor tenente – Una versione molto sentita del pezzo di Giorgio Faletti, che era amico di Masini. L’Ariston gli ha tributato un’ovazione. 6

Michele Zarrillo – “Se tu non torni” – Anche Zarrillo ha sentito gli influssi positivi dell’effetto cover e ha dato prova di un’intensità molto diversa dal brano in gara. 5

Elodie – “Quando finisce un amore” – Com’era prevedibile, Elodie con il drammone pop di Cocciante gli da dentro di brutto, su un tempo un po’ più veloce dell’originale, mettendo in mostra una vocalità importante. 6 1/2

Samuel – “Ho difeso il mio amore” – Una bella scelta, questa cover dei Nomadi di “Lady in White Satin” dei Moody Blues. Molto appropriata la versione e molto nelle corde di Samuel. In questo 6/8 notevole la partecipazione di Christian Monatanarella, batterista dei Linea 77. 7

Sergio Sylvestre – “La pelle nera” – Divertente l’idea di mettere insieme Sergio Sylvestre e i Soul System a cantare La pelle nera, inno italiano alla musica black. Sylvestre e i Soul System hanno molte cose in comune, soprattutto la naturale capacità di generare empatia. Festa grande tra il pubblico per questo vertice tra il vincitore di Amici e i vincitori di x Factor che hanno anche citato “Black or White” di Michael Jackson. 7

Fabrizio Moro – “La leva calcistica della classe ’68” – Il coraggio di cui parla il testo ce l’ha sicuramente Fabrizio Moro che ha scelto una della più belle canzoni italiane della storia. Una versione un po’ troppo sopra le righe per questo capolavoro. 5

Michele Bravi – “La stagione dell’amore” – Quello con Battiato è sembrato un confronto un po’ troppo impegnativo per l’etereo Michele che ha pagato un po’ la mancanza di esperienza 5

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