Blitz quotidiano
powered by aruba

Temptation Island, insulti razzisti a Georgette Polizzi: “Un cane…”

ROMA – Pochi giorni dopo il termine di Temptation Island, i protagonisti del format continuano a far discutere. Tra loro Georgette Polizzi, vittima di un insulto razzista. In un post su Facebook, la concorrente del reality di Canale 5 rivela di aver ricevuto un’offesa molto grave da un utente social, il quale le ha scritto: “Che occhi cattivi che hai! Eppure dicono che i negri siano i migliori amici degli uomini dopo i cani“. Un attacco vergognoso, dovuto al fatto che Georgette è stata molto criticata per il suo comportamento, giudicato poco coerente, con il compagno Davide.

La finale. La conclusione della storia tra Valeria e Roberto è scontata, nessun colpo di scena, i due se ne vanno separatamente. A sorpresa però Roberto viene rimbalzato anche dalla single Melissa e lui se ne esce solo e sconsolato. Sorprendono invece Davide e Georgette. Quando lui sembrava oramai veleggiare verso Karina il colpo di scena: lui è innamorato di Georgette e si presenta al falò sicuro che il suo dopo è solo con lei. Dopo qualche tentennamento i due si lanciano l’uno sull’altra e l’amore trionfa. E nonostante i dubbi di Ludovica Valli su Fabio Ferrara, si conclude con un happy ending anche la loro avventura a Temptation Island. Lui pronuncia parole a cui lei proprio non sa resistere e i due neofidanzatini, usciti solo qualche mese fa insieme da Uomini e donne, esplodono in un mare di baci.

Ma alla fine è tutta una questione di corna. Infatti come scrive Mario Manca per Vanity Fair:

Perché gioiamo di più nel vedere Roberto respinto dalla single Melissa piuttosto che ammirare il bacio appasionato fra Ludovica e Fabio? Perché non vediamo l’ora che il fedifrago Flavio riceva il benservito dalla sua Roberta? Perché fantastichiamo su uno schiaffo inferto da Mariarita al bell’antonio Luca? Semplice, perché le favole non fanno per noi. Almeno nell’estate di Canale5. Vuoi per la tecnologia, vuoi per i tempi che cambiano, le corna, specie se «low budget» come a Temptation, permettono di calarci nei panni di chi non vorremmo essere. Solo per il gusto di dire «fossi stata in lei cosa gli avrei fatto».