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The Voice, Kimia Ghorbani canta e si toglie velo VIDEO

ROMA – Ha cantato e incantato i giudici di The Voice of Italy, intonando una canto che viene dall’Iran, la sua terra. Kimia Ghorbani si è presentata sul palco del talent show di Rai 2 incinta e con il velo a cingerle la testa. La donna racconta che a Teheran, in Iran, le donne non possono cantare, perché nella cultura musulmana è ritenuta una provocazione erotica. La sua passione per il canto le è costata l’arresto e le percosse, fino a quando non è arrivata in Italia dove ha potuto dare sfogo al suo amore per la musica.

Intervistata da Renato Franco sul Corriere della Sera, la nuova cantante del team di Max Pezzali nell’edizione del 2016 di The Voice of Italy, racconta la sua storia:

“Ho iniziato a cantare da piccola, ricordo bene che ogni anno che crescevo era sempre più difficile, mia mamma e mia nonna mi avvisavano, ‘canta a voce più bassa, canta piano che ti sentono i vicini. Per tanti musulmani radicali una donna che canta è una cosa brutta perché la considerano erotica. Quando sono diventata più grande ho cominciato a suonare per strada: volevo dare un segnale forte per far uscire allo scoperto anche altre donne”.

Cantare per strada però ha provocato una dura reazione nei suoi confronti, tanto che è stata arrestata e minacciata:

“Mi hanno picchiata, mi hanno preso a calci e insultata, hanno sequestrato il mio strumento, mi hanno portato via i soldi che avevo raccolto. Ho avuto paura, però piano piano l’ho persa. Sono stata molto forte, ho pensato che dovevo farlo: mi dicevo, non succede niente, se anche muoio… Dovevo farlo, una deve per cominciare, dare l’esempio. Dopo due anni però ho dovuto rinunciare, ho capito che da sola non potevo fare niente, le altre donne non mi hanno seguito perché avevano paura. Ogni volta che ci ripenso mi sento triste”. Qualche anno prima era stata “bendata e arrestata con la pistola puntata. Mi hanno detto che mi avrebbero ammazzato. Sono stata una settimana in prigione”.

Kimia però sognava un’altra vita e nel 2012 si è iscritta alla scuola italiana di Teheran dove ha imparato la lingua e poi è arrivata a Bologna, dove ha trovato la libertà e la possibilità di cantare, oltre che una famiglia. In Italia la donna si è sposata e ora aspetta un figlio, ma a The Voice of Italy intende partecipare per dare un messaggio:

“per smuovere le acque, per fare una campagna, per chiedere al governo di lasciare le donne cantare, devono capire che la religione è una cosa molto privata e non può diventare legge […] Questo verde è vivo, è come un albero che fiorisce in primavera quando spuntano le foglie”.


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