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Veltroni e il flop “Le 10 cose” in tv: la “fazzizzazione” dell’ex segretario Pd

Veltroni fa flop come autore di "Le 10 cose": giornali di destra chiedono quanto costi alla Rai, Aldo Grasso denuncia "fazzizzazione" e provincialismo

ROMA – Veltroni e il flop “Le 10 cose”: la “fazzizazione” dell’ex segretario Pd. “Vogliamo un immediato chiarimento in Vigilanza sui costi dettagliati del programma ‘Dieci cose’. Quanto ha pagato la Rai Walter Veltroni come autore?”: forse l’attacco “politico” di Maurizio Gasparri all’ex segretario Pd nella sua nuova veste autoriale, ce lo si poteva pure aspettare.

Ma al tiro al bersaglio da parte dei giornali non amici (Libero e il Giornale, ma anche Il Fatto) va aggiunta la velenosa recensione di Aldo Grasso sul Corriere della Sera: al clamoroso flop negli ascolti del sabato sera è seguito quindi l’inevitabile dibattito con crocifissione. “L’ultimo crac di TeleRenzi: Veltroni affonda lo share”, titola Il Giornale che mette sotto accusa tutti insieme Renzi, il dg Rai Dall’Orto e Veltroni.

Il flop nei numeri. “Le 10 cose”, ideato e prodotto da Walter Veltroni (scritto e diretto da Duccio Forzano) e condotto da Flavio Insinna e Federico Russo non raggiunge l’11% di share in prime time (10,83 per la precisione, 2.368.000 telespettatori). Il concorrente di Canale 5 (Tu sì que vales) con Mara Venier e Maria De Filippi ha raccolto 4.636.000 telespettatori e uno share del 23,89%.

Veltroni nell’universo Fazio. Più motivata da un punto di vista estetico, diciamo così, la stroncatura di Aldo Grasso sul Corriere della Sera fa anche più male. Introdotta da un quesito filosofico: “Le 10 cose è la veltronizzazione dell’universo fazzista o la fazzizzazione dell’universo veltronico?”. Segue analisi sulla “vertigine della lista” (Grasso cita Umberto Eco) o sull’ossessione di compilare l’elenco per cui valga la pena vivere (la più famosa era quella di Woody Allen in Manhattan).

Già ai tempi di «Anima mia», Fabio Fazio si era buttato alla compilazione di liste memorative. Si trattava di cianfrusaglie nostalgiche, di molta tv, di oggettistica del cuore, di arredo sentimentale anni ’70.

Nella prima puntata, «Dieci cose» ha messo in scena i memoriali biografici di Gigi Buffon (che, nello stesso tempo, stava giocando a Torino; la circostanza ha trasformato il programma in repertorio) e di Alessandro Cattelan secondo i classici stilemi di Fazio: ex autori, ex regista, il tavolo per il talk, Nino Frassica… (Rai1, sabato, ore 20.30). Stupisce che Magnolia ci abbia consegnato un varietà così sfilacciato e provinciale. (Aldo Grasso, Corriere della Sera)