Viaggi e turismo

Federalberghi: “Classifiche TripAdvisor? Falsi locali e recensioni comprate”

Federalberghi: "Classifiche TripAdvisor? Falsi locali e recensioni comprate"

Federalberghi: “Classifiche TripAdvisor? Falsi locali e recensioni comprate”

ROMA – Il ristorante che non esiste, ma resta tra i primi in classifica di una città. O ancora gelaterie e pizzerie a taglio che raggiungono il primo posto nella classifica dei ristoranti migliori di Roma. La Federalberghi punta il dito contro TripAdvisor, le sue classifiche e la compra-vendita di buone recensioni, sostenendo che il sito non fa controlli, col risultato di falsare i dati e le opinioni di chi le legge.

Dal canto suo TripAdvisor si difende, sostenendo di avere un team di oltre 250 persone e sistemi informatici sofisticati per individuare i falsificatori di recensioni online. Maria Lombardi sul Messaggero riporta la vicenda e parla di bufale:

“il signor Giuseppe M., di Santo Stefano d’Aspromonte, racconta in una recensione il suo incredibile soggiorno dello scorso giugno al Regency hotel di Roma, tra lucchetti alle porte e catene. Per forza, l’albergo è chiuso dal 2007. Eppure mantiene un posto in classifica (è il 1.042 su 1.267) e un altro falso cliente ha trascorso lì qualche giorno nel 2013, così testimonia sul web”.

Scherzi, indubbiamente, di qualche recensore ma che, scrive la Lombardi, arrivano in rete e lì restano:

“Se volete perdere tempo andate in cerca del ristorante Cacciaballe o del Kashabahl, esistono solo su Tripadvisor, recensiti sempre da chi vuole smascherare le tante bugie che finiscono in rete senza controlli. Quel fastfood che qualcuno consiglia è chiuso da due anni, inutile provarci”.

Ma le burle, secondo la Lombardi, rappresentano un problema:

“Tripadvisor rappresenta il 31 per cento del mercato del travel online italiano, può contare nel nostro paese su una media di 5 milioni di visitatori unici al mese e una crescita anno su anno dell’81 per cento. Una stroncatura ha un peso non da poco, può segnare le sorti di un ristorante (a Roma sono 7.665 quelli recensiti, gelaterie e pizzerie comprese) o di un albergo. Ecco perché le bugie scatenano gli esercenti che hanno ottenuto l’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato per prevenire gli imbrogli”.

Per Federalberghi, che punta il dito contro TripAdvisor e chiede l’intervento dell’Antitrust, le recensioni truccate sarebbero almeno 15 milioni, ma il sito si difende:

“«Oltre 250 specialisti al lavoro, sistemi sofisticati, algoritmi e monitoraggio di ogni singola segnalazione», questa la strategia di Tripadvisor per garantire i contenuti del sito. «I nostri strumenti possono individuare i tentativi di frode, ci sono forti sanzioni per dissuaderli»”.

Altro fenomeno riguarda la compra-vendita di buone recensioni, scrive il Messaggero che riporta le denunce del Codacons

“«Tre a settimana costano 500 euro», questa l’offerta che si è visto fare un noto ristoratore romano da una società di marketing che si occupa di reputazione online. In questo caso la promessa era quella di far scalare in breve tempo un bel po’ di posizioni in classifica”.

E non si tratta di un caso isolato, spiega il Messaggero:

“si va dai singoli clienti che ottengono uno sconto promettendo una recensione, ai fornitori che la assicurano in cambio di un sovrapprezzo, alle agenzie che le vendono in blocco fino ai tour operator che strappano prezzi bassissimi minacciando pareri negativi”.

Senza contare che dietro l’ennesimo commento negativo di utenti mai visti nel locale potrebbe trovarsi la concorrenza spietata:

“È accaduto a un gruppo di albergatori «perseguitati» dai giudizi negativi di chi voleva accaparrarsi i loro clienti. «In questo modo non c’è trasparenza e fiducia – attacca Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – esiste un mercato delle opinioni che mina la bontà e l’utilità di certi siti»”.

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