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Visitfrenchwine.com: altro che Italia.it

ROMA – Enoturismo in Francia, turismo in Italia: www.visitfrenchwine.com da una parte, www.italia.it dall’altra. Costato 170 mila euro il sito francese, decine di milioni di euro quello italiano, che ha una storia travagliata partita nel 2004 con il secondo governo Berlusconi (ministro Lucio Stanca), continuata con il governo Prodi (ministro Francesco Rutelli), poi ancora con Berlusconi (ministro Michela Vittoria Brambilla), Monti (ministro Piero G), Letta (ministro Massimo Bray) e infine Renzi (sottosegretario Francesca Barracciu). Ebbene il sito francese, online da poche settimane, permette in tre clic di trovare quello che l’utente cerca. Spiega Giuseppe Corsentino su Italia Oggi:

Il portale del turismo italiano sarebbe costato, partendo dalla sua prima concezione ai tempi della ministra Vittoria Brambilla da Lecco, la rossa, animalista e berlusconiana, una ventina di milioni di euro (stando all’ultima valutazione dell’ex sottosegretaria al turismo Barracciu del Pd).

Il portale del turismo enologico francese, che rappresenta il 7% dell’incoming, 7,5 milioni di visitatori, di cui tre milioni stranieri, tra cantine e aziende, e occupa due milioni di addetti (senza contare i viticultori e gli addetti alla produzione), è costato invece170mila euro e (stando al giudizio del suo inventore politico, l’ex ministro degli esteri Laurent Fabius, appena passato alla guida del consiglio costituzionale) funziona che è una meraviglia. Parola di ex ministro: «Tout en un seul site, très facile, trois clic suffisent pour arriver à des propositions des visites», facile da usare, bastano tre clic per trovare quello che si cerca nel grande eno-universo francese.

Si apre l’home-page e con un primo clic si può andare nella regione vinicola che si vuole visitare: 18 in ordine alfabetico, dall’Alsazia alla Valle del Rodano, passando per il Bordeaux, la Borgogna, la Champagne. Ogni regione con la mappa dei suoi produttori, le sue cantine, il calendario aggiornato degli eventi e delle manifestazioni e i consigli su come arrivarci, dove alloggiare, dove mangiare, dove organizzare una passeggiata o un pic-nic. Testi brevi, essenziali, ricchi di notizie utili secondo la regola aurea dei servizi Internet: news-you-can-use, le notizie che ti servono. «Siamo molto soddisfatti del risultato» annuncia Florence Cathiard, ex campionessa olimpionica di sci diventata (col marito) produttrice di vino (78 ettari di vigneto Chateau Smith Haut Lafitte) e ora presidente del Cso, il Conseil supérieur de l’ notourisme, che ha dovuto faticare non poco per convincere i suoi colleghi «vignobles» a fornire tutte le informazioni aziendali indispensabili per il portale.

«Il mondo del vino» ammette madame Cathiard «è molto geloso e riservato, soprattutto le grandi marche e i grandi Chateau che non accettano di stare insieme con i piccoli produttori. Ma, alla fine, anche loro si sono convinti». Hanno messo un po’ di quattrini in più e hanno avuto un trattamento differente, con schede informative più dettagliate. «Ma l’importante è che il portale dell’enologia francese non abbia trascurato nessuno» dice soddisfatto l’altro committente (dopo il Cso), Christian Mantèi, direttore generale di Aout France, l’agenzia di promozione turistica omologa al nostro Enit.

In effetti, ci sono tutti: basta cliccare sul pulsante «About us» per scoprire che nessuno attore della filiera enologica ed enoturistica si è sfilato dal sito www.visitfrenchwine.com . Hanno fatto sistema con appena 170 mila euro.