Blitz quotidiano
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Brennero, Messner: “Ora altoatesini vedono dove hanno amici”

ROMA – “Una vicenda che ci fa male” ha detto Reinhold Messner, dichiarandosi sudtirolese, europeo e cittadino del mondo, a proposito della barriera al Brennero tra Italia e Austria. “Ma ora – ha detto al termine dell’intervista all’Alto Adige – i sudtirolesi che si battevano per diventare uno stato a sé, oppure per tornare all’Austria adesso vedono dove hanno gli amici”. Dura condanna anche per la svolta a destra dell’Austria: “Fa paura”.

Già a gennaio scorso sosteneva che l’emergenza migranti avrebbe potuto segnare la fine dell’Unione europea. “L’Europa rischia la catastrofe. Senza Schengen l’Ue si autoelimina”. Per l’altoatesino, la reintroduzione dei controlli di frontiera è una “sconfitta dell’Europa”. L’ex eurodeputato Verde lancia un monito, diretto soprattutto agli europei. “I cittadini – dice – hanno perso la fiducia nelle istituzioni, nei politici e nell’informazione. La rabbia è tale, che la gente non è più disposta a ragionare in modo razionale su una questione come quella delle migrazioni”. Secondo Messner, “l’Europa ha perso in questo modo qualunque senso di solidarietà”.

La colpa di questa tendenza – aggiunge – “non è esclusivamente dei politici oppure dei giornalisti, ma dei cosiddetti social media, che di sociale hanno ben poco. I cittadini attingono le notizie direttamente da internet, senza alcuna possibilità di poter verificare il contenuto”. Per il Re degli ottomila, i social media hanno infatti “bypassato i giornalisti, che sono invece chiamati a controllare e citare le loro fonti”.

Messner è molto preoccupato di un’Europa alla deriva. “Attualmente ogni Paese – ha aggiunto – affronta il problema della migrazione egoisticamente, chiudendo le frontiere”. La  Heimat di Messner – che in tedesco, con un termine intraducibile è la casa materna ma anche una specie di patria – è l’Europa, come lui stesso ha spesso ribadito. “Non mi sento né italiano, né altoatesino, né austriaco, mi sento europeo”, ama affermare, sintetizzando il suo pensiero con una battuta diventata ormai celebre: “La mia bandiera è il mio fazzoletto”.    Ora però, 18 anni dopo che la sbarra di confine venne tolta proprio in base a Schengen, al Brennero potrebbe tornare il confine di un tempo. “Per me sarebbe inimmaginabile, dopo tutti questi anni di libera circolazione in Europa, dovermi fermare al Brennero ed esibire il passaporto, che tra l’altro non porto mai con me”, commentata con rammarico l’altoatesino.





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