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Fumate nere, Camere voti bianchi. Partiti in stato confusionale. La diretta

Camera e Senato, prima seduta: segui la diretta. Grillini si siedono in altoROMA – Parlamento XVII legislatura, prima seduta. Terza fumata nera alla Camera.  Nella terza votazione per l’elezione del presidente della Camera ci sono state 428 schede bianche. Il più votato è stato Roberto Fico (M5S), che ha incassato 113 voti.

Fumata nera, la seconda, anche al Senato. Nella seconda votazione per l’elezione del presidente del Senato le schede bianche sono state 223. Al grillino Orellana sono andati 52 voti, 12 a Sibilia, 8 a Marino, 5 a Esposito, 3 a Casson, 2 a Scilipoti, 1 a Casini, 1 a Gentile. Schede nulle: 3. Presenti 311, votanti 311, maggioranza 160.

Fumata nera alla Camera: non è stato raggiunto il quorum dei 2/3 per eleggere il presidente della Camera. E’ ormai certo che la Camera non riuscirà ad eleggere il suo presidente nemmeno nella seconda votazione. Le schede bianche hanno infatti raggiunto quota 210, dunque nessun candidato potrà raggiungere i 420 voti necessari per l’elezione. Nella seconda votazione per l’elezione del presidente della Camera ci sono state schede bianche. Il più votato è stato Roberto Fico (M5S), che ha incassato 110 voti. Le schede bianche sono state 450.

Nichi Vendola: ”L’auspicio è che si possa determinare una scelta in favore di un candidato del Movimento cinque stelle”: lo dice il leader di Sel Nichi Vendola, nel corso di una conferenza stampa, in merito all’elezione del presidente della Camera e sottolineando di auspicare un ”atto unilaterale del centrosinistra che decidesse questo”. Per il leader di Sel Nichi Vendola il centrosinistra dovrebbe prendere atto dell’esito elettorale che fa sì che il Movimento cinque stelle ”è il primo partito qui dentro. Occorre – dice – confrontarsi con la realtà”.

La Camera ha iniziato la prima votazione alle 10,30, il Senato alle 11. La prima votazione per l’elezione del presidente del Senato e della Camera è finita in entrambi i casi con una fumata nera. Al Senato le schede bianche sono state 246, ovvero più della metà dei componenti l’emiciclo. Alla Camera le schede bianche sono state 439. 

Al Senato due voti in meno per Orellana, ma Scilipoti 1 voto. Nella prima votazione per l’elezione del presidente del Senato, hanno votato scheda bianca 246 senatori. 52 voti del Movimento 5 stelle sono andati a Luis Alberto Orellana. A Sibilia 4, Mussolini 3, Compagna 2, Colombo 1, Scilipoti 1. Presenti 313, votanti 313, maggioranza 160. Schede nulle 4. 

Alla Camera le schede bianche sono state 439 su 618 votanti (quindi c’è chi si è assentato il primo giorno di legislatura). Roberto Fico del Movimento 5 stelle ha preso 108, Marantelli 6 voti. 24 schede nulle.

I deputati del Movimento 5 stelle, alla Camera, hanno occupato i posti in alto, “in piccionaia”, che prima appartenevano a parte del Pdl e Fli. Al Senato quelli in centro. Una di loro, a palazzo Madama, si è già dimessa “per motivi personali”: è Giovanna Mangili (al suo posto dovrebbe a subentrare sarà Tiziana Pittau, 45 anni).

Circola con insistenza in diversi ambienti parlamentari, nel Pdl, nel Pd e persino in Scelta Civica, l’ipotesi di una candidatura di Mario Monti a presidente del Senato. Uno scenario su cui fonti vicine al premier non vogliono rilasciare dichiarazioni, ma che nel palazzo trova, al momento, diverse conferme.

Tiziana Ciprini, neo deputata a cinque stelle, scrive sul suo Facebook: “Carissime e carissimi siamo entrati in aula occupando le file in alto..né a destra né sinistra., ma sopra (ed oltre)..operazione fiato sul collo SEMPRE”. Nella prima seduta non c’è assegnazione predefinita dei posti, che verranno assegnati successivamente dall’ufficio di presidenza.

Si inizia nello stallo più completo, senza nessun accordo tra i partiti sui candidati alle presidenze delle Camere. I M5s ha presentato i suoi: Roberto Fico per la Camera e Luis Alberto Orellana per il Senato. Pd e Pdl hanno invece detto che voteranno scheda bianca per le prime votazioni. Una resa per i Democrat, un “ricatto” per il Pdl che chiede: il Pd faccia un accordo con noi e Monti.

Uno spiragli di speranza ancora si intravvede, leggendo con ottimismo le parole del candidato M5s alla presidenza del Senato,  Luis Alberto Orellana: “L’incontro tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico? Potrebbe ancora succedere, anche in Aula”.

Segui qui la diretta della Camera:

Il Pd ha deciso di votare scheda bianca in entrambi i voti. Così come il Pdl: durante le prime due votazioni, spiegano fonti di via dell’Umiltà, il partito voterà scheda bianca in entrambi i rami del Parlamento, sperando che il Pd nelle successive “metta fine a questa strana rincorsa ai grillini” e accetti un’intesa con il Pdl e i centristi di Scelta Civica. “Siamo disinteressati alle presidenze di Camera e Senato, vogliamo invece un presidente della Repubblica di garanzia, che sia super partes», ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano. I gruppi di Camera e Senato del partito hanno deciso poi di rinviare a lunedì l’elezione dei due capigruppo.

Berlusconi è assente. “Berlusconi? Non credo che oggi verrà, ancora non è al top”, ha detto il senatore Pdl Maurizio Gasparri

Il Movimento 5 Stelle approda ufficialmente in Parlamento e Beppe Grillo festeggia con un post sul proprio blog dal titolo “M5S in Parlamento: la storia ha inizio”. Poi la soddisfazione: “Grazie ai cittadini portavoce del M5S questo Parlamento sarà il più giovane e rosa della Storia repubblicana”.

A guidare provvisoriamente la Camera nella prima seduta di oggi è Antonio Leone del Pdl, al Senato c’è invece il senatore a vita Emilio Colombo. Per l’elezione del presidente della Camera servono 420 voti subito, 316 dalla quarta votazione. Per l’elezione della guida del Senato nei primi due scrutini serve la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato (161), maggioranza di cui nessuna coalizione dispone a Palazzo Madama. La partita si annuncia dunque lunga e potrebbe finire soltanto sabato, quando preso atto degli schieramenti il partito democratico deciderà se andare avanti da solo.

Leone, apertura con saluto al Papa. Il vicepresidente provvisorio della Camera Antonio Leone ha cominciato il proprio discorso di apertura della XVII legislatura con un augurio a Papa Francesco. E dall’Aula di Montecitorio si è alzato l’applauso dei deputati, che si sono alzati tutti in piedi. «La sua elezione rappresenta un momento di intensa emozione e di grandi aspettative», ha detto.

Aperta la nursery alla Camera A Montecitorio riapre l’Aula, e riapre anche la piccola nursery per i bebè delle deputate allestita nei pressi della tribuna stampa. Ad usarla oggi è il bebè di Loredana Lupo, classe 1978, agronoma ed eletta in Sicilia per il M5S. Una nursery abbastanza rumorosa, oggi: il corridoio su cui si affaccia è gremito di fotografi, cameraman e giornalisti. Ma il bebè non si fa proprio sentire.

I ripescati al SenatoIl senatore a vita Emilio Colombo ha dichiarato eletti, dopo pronuncia della giunta per le elezioni, 22 candidati a Palazzo Madama risultati primi dei non eletti nei seggi che si sono resi vacanti in seguito alle dichiarazioni di opzioni pervenute.

In Abruzzo per il Pdl Federica Chiavaroli, in sostituzione di Silvio Berlusconi. In Basilicata, Cesare Viceconte per il Pdl in sostituzione di Berlusconi e per la Lista Monti Tito Di Maggio in sostituzione di Pier Ferdinando Casini. In Calabria per il Pdl Domenico Scilipoti in sostituzione di Berlusconi. In Campania per il Pdl Vincenzo Fasano in sostituzione di Berlusconi e Franco Cardiello in sostituzione di Lucio Barani. E ancora: in Emilia Romagna per il Pdl Laura Bianconi in sostituzione di Berlusconi. In Friuli Venezia Giulia per il Pdl Bernabò Bocca in sostituzione di Berlusconi. In Lazio per il Pdl Francesco Aracri in sostituzione di Berlusconi e per il Pd Daniela Valentini in sostituzione di Ignazio Marino. In Liguria Augusto Minzolini e in Lombardia Sante Zuffada, in sostituzione di Berlusconi. Sempre per il Pdl, Remigio Ceroni e Maria Renzotti in sostituzione di Berlusconi. Per la Lega Michelino Davico subentra a Giulio Tremonti. In Puglia per il Pdl Francesco Bruni, in Sicilia Marcello Gualdani e in Sardegna Emilio Floris in sostituzione di Berlusconi. In Toscana per il Pdl Riccardo Giuseppe Mazzoni in sostituzione di Berlusconi e per la lista Monti Stefania Giannini in sostituzione di Pietro Ichino. Subentrano a Berlusconi in Umbria Luciano Rossi e in Veneto Franco Conte.

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