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Costa Concordia, Francesco Schettino: “Ecco perché non potevo risalire a bordo” VIDEO

Costa Concordia, Francesco Schettino: "Ecco perché non potevo risalire a bordo" VIDEO

Costa Concordia, Francesco Schettino: “Ecco perché non potevo risalire a bordo”

ROMA – Francesco Schettino, il comandante della nave da crociera Costa Concordia che naufragò il 13 gennaio 2012 davanti alle coste dell’Isola del Giglio, affida la difesa del suo onore ad un video postato su YouTube titolato “L’onore del marinaio”. Si tratta di un video da 17 minuti e 55 secondi durante i quali, attraverso una serie di documenti acquisiti durante i processi di primo e secondo grado, il marittimo offre la propria versione della tragedia che costò la vita a 32 persone e per la quale è stato condannato dalla Corte d’appello di Firenze a 16 anni di carcere.

“Sono saltato sull’ultima scialuppa poco prima che la nave si abbattesse e la trascinasse sul fondo insieme a tutte le persone che erano a bordo.”

spiega Schettino che appare in video con la barba lunga. Le vicende, nel filmato sono inframezzate da una voce fuori campo di donna.

“Ero accorso sul lato destro della nave, quello più a rischio, per coordinare lo sbarco dei passeggeri . Quando ho capito che la nave stava per rovesciarsi sull’ultima scialuppa e trascinarla a fondo con tutti i suoi occupanti, solo allora sono saltato proprio sulla scialuppa per salvare la vita di coloro che erano a bordo”.

L’ex comandante continua spiegando che

“Nel tragitto tra la nave e la scogliera ho raccolto altre persone dall’acqua, dopodiché sono rimasto sulla scogliera a coordinare i soccorsi”.

Schettino non andò via nemmeno dopo aver suggerito di spostare i soccorsi sul lato destro: sempre dalla scogliera si mise in contatto con l’unità di crisi della Costa Crociere. Nel video non manca un riferimento alla telefonata durante la quale Gregorio De Falco, capitano di fregata della Capitaneria di porto, ordinò a Schettino di risalire a bordo della nave (la famosa frase “vada a bordo, cazzo” ndr).

 “Quando all’1.46 mi chiese di risalire a bordo, De Falco ignorava tutte le informazioni ricevute da me, dal comando generale delle Capitanerie di Roma e dalla motovedetta coordinatrice dei soccorsi sul campo. Non sapeva che la nave si era abbattuta sul fondo e, soprattutto, che la biscaggina da lui indicata era ormai sott’acqua”.

Il video si conclude con una battuta di Saverio Senese, l’avvocato napoletano che ha difeso Schettino nel processo d’appello che ora lo difenderà anche in Cassazione:

“Nonostante lo Stato italiano abbia investito notevolissime risorse per la ricostruzione dei fatti e per la ricerca delle colpe le conclusioni tecnico-scientifiche poste a base delle condanne sono incerte ed inquietanti. Così come l’accanimento nel pretendere un trattamento sanzionatorio mai così severamente applicato per reati colposi”.

https://www.youtube.com/watch?v=6y2RIrvkQG4

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