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Genova: università denuncia, cinghiali occupano…

GENOVA – A Genova l’università denuncia, cinghiali occupano…Siamo in via Pastorino, all’angolo di corso Carbonara, in Castelletto. Qui la strada è chiusa al traffico. Non si passa, c’è l’attraversamento dei…cinghiali. Da sabato mattina infatti i vigili del Primo distretto, del Reparto Ambiente e Guardie Zoofile stanno presidiando corso Dogali per fare la guardia a una famigliola di ungulati che prende il sole davanti all’Albergo dei Poveri, sede dell’Università. Motivi di sicurezza, perché c’è il rischio che si spostino sulla strada. Si tratta dello stesso gruppo di animali che sta stazionando da un paio di giorni e non vuole spostarsi. Un genovese è stato addirittura multato dalla polizia di stato perché dava dava loro da mangiare (mele e pane), tassativamente vietato per legge.

Ma adesso col passare dei giorni la situazione si sta facendo sempre più complicata. Come spiega Il Secolo XIX infatti:

E ora, con studenti e insegnanti che non possono entrare in alcuni locali della facoltà di Scienze politiche a causa dei recinti, installati da 3 giorni, si profila una notifica per “interruzione di pubblico di servizio”. Stefano Bonabello, responsabile tecnico scientifico del dipartimento di Scienze politiche ha chiamato la prefettura: «Ora è interruzione di pubblico servizio». E la polemica si accende. Ad essere inutilizzabili, perché inaccessibili a causa dei cinghiali, sono gli uffici amministrativi, i locali per le fotocopie e la biblioteca. Le aule, e l’ingresso principale della struttura, sono invece accessibili.

Perché è bastato poco alla mamma cinghiale e ai suoi dieci cuccioli per capire che il prato all’inglese della facoltà di Scienze Politiche fosse ricco d’erba ma non di cibo. Ancora meno le è servito per distruggere la griglia di protezione installata lungo l’inferriata dell’Università dalla polizia municipale, scavarsi un piccolo pertugio, e fuggire. A ripetizione. Di più hanno impiegato i volontari, a rincorrere l’intera famigliola per riportarla in quel recinto in attesa di liberazione. Loro si sono armati anche di ukulele, «perché la mamma cinghiale si rilassa con il suono della chitarra», assicura Mario Gianninò, il chitarrista magico degli ungulati che arpeggia senza una corda un ukulele d’antan per quelle povere bestiole.





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