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Latina, Parco Mussolini intitolato a Falcone e Borsellino. C’è la Boldrini, contestazioni

Latina, Parco Mussolini intitolato a Falcone e Borsellino. C'è la Boldrini, contestazioni

Latina, Parco Mussolini intitolato a Falcone e Borsellino. C’è la Boldrini, contestazioni

ROMA – Da mercoledì 19 luglio, il Parco Comunale di Latina, che molti chiamano ancora Parco Mussolini, ha preso il nome di Parco Falcone-Borsellino. Alla cerimonia di intitolazione, nel giorno del 25esimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, c’era anche la presidente della Camera Laura Boldrini. Ma i neo-fascisti non hanno gradito l’iniziativa.

Nel capoluogo pontino la scelta porta con sé uno strascico di polemiche: il giardino, infatti, è legato da molti decenni nell’uso cittadino al nome di Arnaldo Mussolini, fratello del duce, e il centrodestra, che già si oppose in Consiglio comunale contro un atto considerato “contro la storia della città”, è corso ad esprimere il suo dissenso.

Fratelli d’Italia ha organizzato una contro-cerimonia al tribunale per ricordare i due magistrati, ma anche altre sigle, riferibili alla destra radicale, hanno deciso di organizzare presidi di protesta vicino ai giardini. In particolare nei confronti della Boldrini: un gruppo di appartenenti a movimenti di destra l’ha accolta a suon di “buu”, fischi e “vergogna”. L’applauso dei numerosi presenti alla cerimonia ha coperto le contestazioni.

Anche durante l’esecuzione dell’inno nazionale, purtroppo, le proteste sono andate avanti con i relatori che facevano fatica a parlare. Le forze dell’ordine hanno però tenuto a bada le tensioni.

Ad accendere maggiormente gli animi è stata proprio la presenza della presidente Boldrini che negli ultimi giorni era stata attaccata, in particolare sui social, per delle sue presunte dichiarazioni sulla possibilità di demolire i monumenti del Ventennio, parole però “mai pronunciate, l’ennesima bufala”, ha insistito lei.

“Educare alla legalità significa anche trasmettere i valori della nostra Costituzione – ha detto lei intervenendo alla cerimonia – il frutto migliore della lotta partigiana contro il fascismo e il nazismo. Sono fermamente convinta che quei valori vadano difesi, più di quanto si stia facendo oggi. Per questo ho più volte e in più occasioni lanciato l’allarme per il proliferare di iniziative e organizzazioni che, sul web ma non solo sul web, inneggiano apertamente al fascismo e al nazismo. L’apologia del fascismo, lo ricordo, è un reato previsto dal nostro ordinamento”.

In un passaggio del suo discorso però la presidente della Camera ha voluto rispondere alle polemiche divampate negli ultimi giorni sui monumenti fascisti:

“Non ho mai detto che vadano eliminati o abbattuti monumenti e opere d’arte realizzati durante il ventennio. Qualcuno sarà deluso, ma io non l’ho mai detto. Si tratta di bufale, di assurdità inventate, di menzogne costruite ad hoc dai professionisti della disinformazione per screditare e delegittimare. E sfido chiunque a dimostrare il contrario. Come Presidente della Camera e come persona sento il diritto e il dovere di portare avanti i principi fondamentali della nostra Costituzione. E continuerò a farlo con lo stesso impegno di sempre, nonostante le macchine del fango e nonostante tutto il resto, potete contare su di me”.

La decisione di ribattezzare il parco era apparsa controversa fin dall’inizio. FdI, FI e Cuoritaliani erano usciti dall’aula al momento del voto e il via libera al provvedimento di fine giugno del sindaco Damiano Coletta (un civico molto vicino a Pisapia) era arrivato dalla sua maggioranza e dal Pd.

La vicenda del nome del parco è comunque un piccolo giallo: in città, per tantissimi, quel giardino è da sempre il parco Mussolini, tant’è vero che il sindaco missino Ajmone Finestra, eletto nel 1993, riconfermò il nome con una targa. Ma in realtà, si è scoperto di recente, l’area già nel ’43 era stata ribattezzata Parco Comunale nell’ambito della defascistizzazione della toponomastica (piazza Predappio cambiò nome in piazza del Mercato, via delle Camicie Nere in via Carducci e così via) e quello è stato ufficialmente il suo nome, fino a ieri quando il sindaco Coletta e la presidente Boldrini lo hanno intitolato ai due magistrati assassinati dalla mafia.

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