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Matteo Renzi contestato a Milano alla fiaccolata per l’accordo sul clima

Matteo Renzi contestato a Milano alla fiaccolata per l'accordo sul clima

Matteo Renzi contestato a Milano alla fiaccolata per l’accordo sul clima (foto Ansa)

MILANO – Matteo Renzi contestato a Milano alla fiaccolata per l’accordo sul clima organizzata dal Pd in piazza della Scala. In piazza oltre un centinaio di persone con torce, bastoncini luminosi e candele e un cartellone con la scritta ‘In difesa del futuro firma anche tu il tuo impegno per il clima’ e un’immagine di Milano. Con Renzi in piazza sono presenti tra gli altri il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri, il segretario metropolitano Pietro Bussolati e la sindaca di Sesto San Giovanni Monica Chittò oltre ad esponenti della giunta. Al suo arrivo Renzi ha firmato l’appello, così come il sindaco Beppe Sala.

Alessandro Sorcinelli sul Fatto Quotidiano parla dei comitati che hanno contestato Renzi:

Oltre a non più di un centinaio di militanti, in piazza della Scala si è ritrovata una delegazione di Carpignano Sesia (Novara), piccola località piemontese dove è in partenza un progetto di trivellazioni alla ricerca di petrolio e idrocarburi. Un progetto dell’Eni che ha avuto il via libera con il decreto Sblocca-Italia, nel 2014 quando l’attuale segretario del Pd era presidente del Consiglio. “Noi siamo venuti qui questa stasera perché volevamo smascherare l’ennesima bugia di Renzi – spiega Isabella Baccalaro del comitato “Difesa nostro territorio” – Si erge a paladino dell’ambiente ma ha fatto leggi molto dannose per l’ambiente”. Secondo gli abitanti di Carpignano Sesia i rischi maggiori sono per la falda acquifera che verrà contaminata dal fango generato dalle trivellazioni. In questo modo nei prossimi anni molti comuni della zona non potranno più usare l’acqua della falda per uso potabile.”Le politica energetica di Renzi è stata sempre favorevole al fossile e ha sempre danneggiato le rinnovabili. Con lui le trivellazioni sono aumentate – conclude Baccalaro- Tutto questo stupore sulla scelta di Trump ci irrita e ci infastidisce”.

Anche il Movimento 5 Stelle ha criticato l’ex premier: “Renzi è senza pudore: alla fiaccolata Pd per il clima si accredita come difensore dell’ambiente in attesa di nuove elezioni. Anche se però da premier è stato nemico del clima, avviando una serie di azioni coordinate (riprese poi da Gentiloni) che hanno di fatto bloccato nuove installazioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili, mandando in tilt un intero settore e mettendo a rischio gli accordi di Parigi”. Così il senatore del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto contro “le politiche pro fossili del segretario Pd”.

“L’ipocrisia dell’ex premier non si ferma nemmeno di fronte all’evidenza, trascinando l’intero suo partito in un vortice di menzogne. Più di tante parole, a sbugiardarlo ci sono i numeri”, attacca ancora Girotto. Eccone qualcuno: tra il 2013 e il 2015 la produzione da rinnovabili è calata del 7,5%; negli stessi anni le emissioni di CO2 legate alla produzione elettrica nazionale sono aumentate del 10%. Mentre nel 2016 è diminuita del 19% la potenza installata di nuovi impianti rinnovabili (fotovoltaico, eolico e idroelettrico). E come se non bastasse nella mappa mondiale degli investimenti nel settore, l’Italia è passata dal 6 posto del 2012 al 25 del 2016. “Con questi numeri Renzi dovrebbe chiedere scusa e non cavalcare l’onda lunga del fallimento del G7 di Taormina, di cui è direttamente responsabile. Altro che sostegno al clima – conclude Girotto. Con le sue politiche il segretario del Pd ha rafforzato le rendite di posizione degli inquinatori da fonti fossili, rendendo l’Italia sempre più dipendente energeticamente e politicamente dagli umori di paesi stranieri”.

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