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Operaio travolto da Tir. Pm: “Non c’era picchetto” VIDEO YOUTUBE incidente

PIACENZA – “Non c’era nessun picchetto”. Così il procuratore capo di Piacenza, Salvatore Cappelleri, smentisce quanto sinora circolato sulla morte dell’operaio egiziano di 53 anni, investito e ucciso all’esterno di una azienda di logistica a Piacenza. “E’ stato un incidente”, spiega il magistrato che precisa: “Quando è avvenuto, non era in atto alcuna manifestazione all’ingresso della Gls”. La versione sembra essere confermata anche da un video pubblicato su YouTube il giorno dopo, che mostra il tir che gira l’angolo investendo il 53enne. Coem si vede nel video, gli operai corrono verso il camion per capire cosa è accaduto.

L’avvocato Alfredo Zampogna difende Antonio Romano, il direttore del centro Gls di Piacenza. Romano è stato accusato di aver istigato il tir a partire. Dopo la diffusione del video ha dichairato: “I video i nostro possesso dimostrano che non c’è stata alcuna istigazione”.

Dopo aver investito l’operaio, l’autista del camion è sfuggito per un soffio al linciaggio degli altri operai prima di essere arrestato, è già stato rilasciato. Resta tuttavia indagato a piede libero per omicidio stradale. Cappelleri è abbastanza sicuro della sua ricostruzione dei fatti: una pattuglia di polizia era in fatti presente allo sciopero per motivi di ordine pubblico e la scena si è svolta sotto i loro occhi.

Il Sole24Ore riporta le esatte parole del pm:

“Quando il Tir è uscito dalla ditta – ha detto il pm – dopo le regolari operazioni di carico, ha effettuato una manovra di svolta a destra. Inoltre escludiamo categoricamente che qualche preposto della Gls abbia incitato l’autista a partire. Davanti ai cancelli in quel momento non vi era alcuna manifestazione di protesta o alcun blocco da parte degli operai, che erano ancora in attesa di conoscere l’esito dell’incontro tra la rappresentanza sindacale e l’azienda. Allo stato attuale delle indagini riteniamo che l’autista non si sia accorto di aver investito l’uomo che è stato visto correre da solo incontro al camion che stava facendo manovra. Per questo si è deciso di rilasciare l’autista che, tra l’altro, è anche risultato negativo ai test di accertamento per le sostanze stupefacenti e l’alcol”.

Per tutta la nottata e la mattina a seguire è invece circolata un’altra versione. Quella raccontata dal sindacato autonomo Usb, cui l’operaio era iscritto. Secondo questa versione l’egiziano si trovava dinanzi ai cancelli della Gls per protestare insieme agli altri facchini contro i vertici dell’azienda, con cui il sindacato ha in corso un’aspra vertenza. I manifestanti avevano intenzione di fare un picchetto per impedire ai camion di uscire.

L’accusa di Riccardo Germani (Usb) è pesantissima: “Il conducente del camion che ha travolto e ucciso il nostro lavoratore è stato incitato a forzare il picchetto da un addetto vicino all’azienda. Gli urlavano ‘parti, vai!’ – ha raccontato – e quello è partito investendo il nostro aderente”. Due versioni diametralmente opposte della vicenda.  Ma una delle due non corrisponde alla realtà.

 





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