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“Posso distruggerti”, Amanda Todd si uccide: preso uomo che la ricattava

VANCOUVER – “Posso distruggere la tua vita”, così Aydin Coban, 38 anni, pedofilo olandese ricattava alcune ragazze inglesi che online si esibivano in stripping e performance di sesso esplicito. L’uomo, scoperto, è stato condannato a 10 anni di prigione, dopo il suicidio di una delle vittime.

Coban, in Gran Bretagna e in tutto il mondo, per sei anni aveva preso di mira migliaia di adolescenti e una delle vittime, Amanda Todd, dopo aver subito stalking online continuo per due anni, si è tolta la vita, spiega il Daily Mail.

Il pedofilo è infatti ricercato anche in Canada, sospettato nel caso della Todd, suicida a 15 anni, l’adolescente di Vancouver che scatenò un dibattito internazionale sul cyber-bullismo, dopo aver caricato un video su YouTube in cui descriveva nei dettagli le molestie online subite per mano dello sconosciuto aguzzino.

Coban si presentava loro come un’attraente adolescente, le persuadeva a spogliarsi davanti alla webcam e successivamente le minacciava dicendo “posso distruggere la tua vita, ti porterò al suicidio”. Il disoccupato e fanatico del computer, usava le stesse immagini come arma di ricatto, chiedeva alle vittime di fare quel che ordinava o avrebbe mandato le foto ai loro amici e familiari.

Coban avrebbe ordinato alle sue vittime di eseguire un determinato numero di performances e solo allora le avrebbe lasciate libere. Il tribunale distrettuale di Amsterdam lo ha condannato per truffa e ricatti che coinvolgono più di 34 ragazze e cinque uomini gay.

Coban, aveva 96 diversi profili su Facebook, usava nomi falsi tra cui Kelsey Rain e Tyler Boo e attirava le ragazze per chattare online. E’ stato stanato dagli agenti della National Crime Agency della Gran Bretagna che hanno aderito a una delle communities online e finto di essere una ragazza.

Gli agenti olandesi attraverso un dispostivo hanno monitorato la sua attività in rete e spiato il bungalow situato a sud dell’Olanda. Nel 2014 è stato arrestato e gli agenti hanno scoperto 204.000 foto, 4.000 video e file con i nomi di 250 vittime.

In tribunale, Coban ha cercato di scaricare la colpa su un amico inesistente ma dal Canada chiedono l’estradizione per il processo riguardante Amanda Todd. Un portavoce della NSPCC, National Society for the Prevention of Cruelty to Children, ha chiesto un codice di condotta per tutto il web così che i minori possano segnalare e bloccare attraverso impostazioni di privacy facilmente accessibili.

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