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Sfascia la sua auto contro una statua e ride: “Sono di fuori come una campana. Ho bevuto”

Sfascia la sua auto contro una statua e ride: "Sono di fuori come una campana. Ho bevuto"

Sfascia la sua auto contro la statua dell’ Uomo della pioggia a Firenze e ride: “Sono di fuori come una campana. Ho bevuto”

Centra in pieno con la sua auto una statua di bronzo al centro di una rotatoria forse un po’ sfigata, ma l’ uomo non perde il buon umore e dice: “Sono di fuori come una campana. Ho bevuto.. ho fatto una cena, può capitare, sono un essere umano”.

Non è stato il primo a abbattere la statua, era già successo altre 3 volte nel giro di una quindicina di anni, è il secondo incidente in meno di due anni. Già nel marzo 2015 la statua fu falciata da una carambola di auto e spaccata in due parti con danni da 10 mila euro. A causarla quella volta fu un automobilista uscito sgommando da un parcheggio alle 4 del mattino.

Questa volta è successo che, come riferisce l’ Ansa, l’automobilista, uscito dall’autostrada verso il centro città, sia finito con la vettura proprio nel centro della vasca alla base dell’opera, fermandosi contro di essa. L’uomo della pioggia è un’opera alta circa 3 metri e rappresenta un uomo con cappotto e cappello che tiene in mano un manico di ombrello dalla cui sommità esce un getto d’acqua.

A nessuno sembra essere venuto il dubbio che non sia la collocazione migliore.

La statua è l’Uomo della pioggia, donata da Jean Michel Folon a Firenze nel 2002, posta dentro una fontana al centro di una rotatoria.

L’auto ha il muso schiacciato contro la statua, ma tutti ridono mentre l’uomo dice:

“Chiedo scusa, sono di fuori come una campana. Non è possibile. Come c… ho fatto? Ho 50 anni non è possibile”.

Il quotidiano La Nazione, che ha ricevuto il video da un lettore, scrive indignato:

“Sembrava un normale incidente, dovuto all’alta velocità dell’automobilista che è piombato proprio nella vasca. Da un video girato quella notte è emersa un’altra verità. L’Uomo con ombrello, ora ricoverato in un magazzino comunale in attesa del restauro, è l’ennesima vittima di una nottata ad alta gradazione”.

La cronaca della Nazione aggiunge che l’uomo, euforico forse anche per essersela cavata tanto a buon mercato, dice, indicando la macchina:

“Guarda, guarda è precisa, è un’opera d’arte”. L’entusiasmo finisce col coinvolgere addirittura il grande pubblico della bravata.

“Io la lascerei così com’è” si piega in due una delle interlocutrici sotto gli occhi divertiti di un gruppo di ragazzini che filmano la scena.

Jean Michel Folon, pittore e scultore belga, lo aveva capito prima di tutti che la location non era la più azzeccata e l’aveva buttata in poesia:

“Tutte le volte che qualcuno ci finisce sopra è un atto d’amore”.

 

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