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Simone Salvini chef: “Verdure piangono quando le tagli”

ROMA – Simone Salvini chef: verdure piangono quando le tagli. Di cognome fa Salvini ma con il leader della Lega Nord non c’entra nulla. Simone Salvini, infatti, di mestiere fa lo chef. Vegano. Uno di quelli che non solo non tocca carne ma non utilizza nessun prodotto di origine animale: niente formaggi, niente uova. E al bando anche tutti i prodotti in qualche modo contaminati.

Ma Simone Salvini ha qualcosa di più del semplice essere vegano. Un qualcosa che gli è valso una lunga ed esilarante imitazione tv di Maurizio Crozza che lo ha reso improvvisamente famoso. Simone Salvini, infatti, è convinto che le verdure, se le tagli, piangono. E che quindi neppure la cucina vegana sia esente da crudeltà. Le verdure vanno trattate con amore e Salvini ha spiegato che anche per questo gli indiani, quando le tagliano, pregano e chiedono scusa. 

Crozza deve aver visto e sentito tutto questo durante una puntata di “Vegetale” in onda su Gambero Rosso. Basta il nome per capire di cosa “Vegetale” parli. E a Crozza quello chef che accarezzava la zucca dopo averla tagliata deve essere sembrato irresistibile. Da qui la decisione di portare in tv, su “Crozza nel paese delle meraviglie”, la sua imitazione. E il Salvini di Crozza, come al solito funziona, perché è assolutamente credibile. Esagerato, forse, ma credibile. Come scrive sul Corriere della Sera Isabella Fantigrossi, il “vero Salvini  è ancora meglio delle imitazione”. Perché per lui le verdure piangono e soffrono davvero.

Travolto da popolarità improvvisa anche tra i non addetti ai lavori, lo chef ha riso: «Mi sono divertito molto, Crozza è un gigante, il numero uno», ha detto ieri da Torino dove ha inaugurato «Binaria», il centro commensale del gruppo Abele di don Ciotti. Fiorentino, classe 1969, studi in Lettere e un dottorato in Psicologia con specializzazione in ayurvedica — scrive sul sito del ristorante «LordBio» a Macerata — Salvini ha lavorato a Dublino e Galway in Irlanda e a Punjab e New Delhi in India. Nel 2005 è diventato capo della brigata del «Joia» di Pietro Leemann, guru della cucina stellata e senza carne a Milano. Vegetariano da 20 anni e vegano dal 2011, credente — «sono vicino al mondo induista ma seguo spesso i ritiri spirituali di padre Antonio Gentili» — ha collaborato con lo Ieo, l’istituto di Oncologia di Veronesi, e oggi è executive chef di Organic Academy, accademia di alta cucina naturale per vegetariani. «Gente strana, come me».





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