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VIDEO – Bambino senza gambe e braccia ma per il sussidio…

Bambino senza gambe e senza braccia costretto a dimostrare nuovamente la sua invalidità per rinnovare la pensione. Per i burocrati poteva essere guarito!

LONDRA – Bambino senza gambe e braccia da 9 anni ma, per rinnovare il sussidio, quando ha compiuto 16 anni, hanno voluto vedere che non fosse guarito. La burocrazia non conosce limiti né vergogna e chi si lamenta di quella in Italia, lega la storia di Edward Bright e si convinca che al peggio non c’è fine.

Edward Bright ha perso mani e braccia a causa di una meningite all’età di sette anni. Tutto cominciò con un banale mal di gola nel 2007, dopo poco venne ricoverato in ospedale perché gli erano comparse delle macchie viola sul corpo e i dottori diagnosticarono una meningite associata a setticemia, credendo che non sarebbe sopravvissuto.

Le sue gambe erano distrutte dall’avvelenamento del sangue e i medici furono costretti ad amputargliele mentre era in coma. In seguito, gli vennero amputate anche le braccia. Edward prendeva una pensione mensile di invalidità di 388 sterline, circa 500 euro, a fronte della sua invalidità totale essendo un bambino senza gambe e senza braccia.

Nel gennaio 2016 Edward però ha compiuto 16 anni e ha dovuto richiedere nuovamente il sussidio dello Stato. La famiglia ha quindi riempito i moduli necessari, spiegando di nuovo quanto Edward abbia bisogno di aiuto in quasi tutte le circostanze della vita di tutti i giorni: gli mancano tutti gli arti essendo un bambino senza gambe e senza braccia ed è costretto a spostarsi su una sedia a rotelle.

La risposta alla richiesta dei genitori di Edward però non è stata certo quella che si aspettavano: la società privata cui è stato appaltato in Inghilterra questo servizio di assistenza sociale, ha preteso che Edward si presentasse fisicamente, personalmente, con i responsabili delle pensioni per mostrare nuovamente la sua invalidità.

“E’ disgustoso, ha subìto quattro amputazioni e le cose resteranno così per sempre. Non gli ricresceranno improvvisamente gambe e braccia, eravamo shockati che ci chiedessero un altro incontro per valutare la sua effettiva invialidità. Conoscono bene le condizioni di Edward, sono senza cuore”, ha raccontato il padre.

Il Dipartimento per il lavoro e le pensioni ha quindi fissato un appuntamento al ragazzo:

“Volevano che ci spostassimo, da Ripley, la città di 21 mila abitanti dove viviamo, al capoluogo Derby e addirittura ci hanno dato istruzioni su come arrivare camminando dalla stazione ai loro uffici. Al momento Edward è su una sedia a rotelle in attesa di un’operazione ad aprile, non può camminare”

Nel frattempo, nonostante le promesse di un sussidio provvisorio, il ragazzo continuava a non ricevere alcuna pensione così la madre si è trovata costretta a portarlo in banca e a far vedere la sua reale invalidità. La buona notizia non è tardata ad arrivare: il Dipartimento ammetteva “l’errore” e assicurava che Edward non avrebbe mai più dovuto dimostrare la sua disabilità.

“Se hanno commesso un errore con il caso di mio figlio, che è palesemente invalido, mi chiedo quanti altri errori staranno commettendo adesso?”.

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