Blitz quotidiano
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VIDEO Bruxelles, Crozza: “Mi sento come Marilyn in Corea”

ROMA – “Mi sento come Marilyn Monroe catapultata sul fronte coreano per tirar su il morale alle truppe”. E’ dimesso il tono della copertina di Maurizio Crozza per diMartedì del 22 marzo nel giorno degli attentati di Bruxelles. Ma al tempo stesso pungente: “Dopo le immagini di Bruxelles, sono senza parole… sono vuoto. Siamo in guerra. La politica non ce lo dice, ma tra i comici la notizia circola già“.

E ancora: “Oggi hanno attaccato loro, perché in guerra si fa un po’ per uno. Noi attacchiamo coi droni, loro coi trolley. Loro fanno attacchi terroristici, noi facciamo raid. Come un insetticida. La parola raid è più elegante. Siamo così eleganti che sembrerebbe che i raid anti-Isis di Francia-Usa-Gran Bretagna, dal 2014 a oggi, abbiamo provocato in Siria e Iraq 1000 morti civili. Ma la politica questo non ce lo dice. La politica – affonda – non ci spiega che, se porti via tutte le materie prime dai continenti e poi chiami tutto “esportare la democrazia”, prima o poi se ne accorgono anche loro che l’import-export è un ‘cicinin’ sbilanciato. Eppure c’è qualcuno che i nostri raid continua a chiamarli ‘politiche umanitarie’. Io preferisco chiamarli ‘politiche monetarie’”.

Crozza rilancia il suggerimento di Gino Strada: “Ogni giorno di guerra in Afghanistan costa 200 milioni di euro, con la stessa cifra potremo costruire ed equipaggiare per i primi 3 anni 10 nuovi ospedali in Africa. Quindi, si prendessero un giorno libero. E se se ne prendono due, gli ospedali diventano 20. Se fanno anche il ponte di Pasqua, il Congo diventa il set perfetto per Grey’s Anatomy”.

Poi il comico torna a graffiare: “Gino Strada non è un politico, ma un chirurgo. Dovrebbe fare il politico, a differenza di Marino, che è un politico, e invece dovrebbe tornare a fare il chirurgo. Ammettiamolo: la politica non serve a una beata fava. Per mesi ha discusso di stepchild adoption: piazze arcobaleno, Family Day, flashmob, sentinelle in piedi, minchioni seduti, Adinolfi sdraiati. Poi ieri c’è stato l’ok di un giudice all’adozione di un bambino nato da un utero in affitto a una coppia di papà omosessuali. La politica si è dimenticata di dirci che c’è una legge del 1983 che lo consente da 33 anni”.

In chiusura Crozza si rivolge a Giorgia Meloni, ospite in studio di Giovanni Floris. Il comico la incalza con un sillogismo spiazzante: “Lei ha detto che non è mai stata fascista. Quindi, Landini non è mai stato sindacalista, Razzi non è mai stato opportunista e Berlusconi… è ancora vergine”